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Movida sotto i riflettori. Sicurezza si, ma si chiede di non penalizzare il settore

Salvatore Di Trapani

Movida sotto i riflettori. Sicurezza si, ma si chiede di non penalizzare il settore

venerdì 12 Giugno 2020 - 15:30

Dopo l’incontro in prefettura si apre il dibattito sulla movida e sulle regolamentazioni riguardanti orari e vendita di alcolici.

Si apre il dibattito, dopo l’incontro in prefettura dedicato alla movida e alla sicurezza notturna.

Si chiede di non penalizzare il settore

Della questione, nei giorni scorsi, se ne era discusso anche nel comune di Milazzo nel corso dell’incontro tra amministrazione e commercianti. In quell’occasione, quando ancora non si era tenuta la riunione col prefetto, il sindaco Formica aveva sottolineato la necessità di evitare “il ripetersi dei fenomeni poco edificanti dell’ultimo week-end per evitare il rischio di provvedimenti penalizzati”.

«Non è giusto che tutti finiamo con l’essere penalizzati perché qualcuno non rispetta le regole –aveva dichiarato Formica– sarebbe la fine per molti di noi visto che già siamo rimasti chiusi quattro mesi per la pandemia. Si diano delle indicazioni precise (prevedendo ad esempio che ogni locale abbia uno steward per la sicurezza) e si operino i controlli. A quel punto chi sbaglia sarà giusto che paghi. Milazzo da sempre è stata riconosciuta come città tranquilla nelle ore notturne. Non può il singolo caso stravolgere questa immagine».

L’invito a trovare una soluzione diversa

Sulla questione si è espresso anche Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars per la Lega. Per il deputato il settore rappresenta un importante sbocco di rilancio per l’economia, soprattutto in funzione di una ripresta nel post emergenza coronavirus.

«Premesse tutte le esigenze che devono motivare la garanzia della pubblica sicurezza di notte, così come nelle altre fasce orarie, dobbiamo rammentare che queste disposizioni vanno contro le linee guida appena adottate dal governo Musumeci in vista della riapertura di teatri, cinema e discoteche –dichiara Catalfamo- L’indotto generato da ristoranti, lidi e pub -i quali costituiscono l’ossatura portante della movida notturna e serale- dà posti di lavoro a migliaia di cittadini siciliani, a Messina così come a Milazzo e Barcellona. Agli stessi gestori è stato già chiesto un sacrificio importante in questi mesi e in vista dell’estate non si possono porre questi tetti orari. L’esigenza di maggiore sicurezza non può costare la perdita di posti di lavoro anche in riferimento all’accoglienza turistica e all’intrattenimento giovanile. Chiediamo quindi maggiore sensibilità verso questo settore economico fondamentale per la sua funzione sociale, considerando che molti di questi gestori sono spesso anche responsabili della cura del verde pubblico».

Una questione sicuramente da definire, così da garantire sicurezza senza penalizzare l’impronta turistica del territorio. Nei prossimi giorni sicuramente la questione tornerà al centro della discussione.

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