Movida violenta, la testimonianza: "Minacciato e ferito da branco di adolescenti in pieno centro"

Movida violenta, la testimonianza: “Minacciato e ferito da branco di adolescenti in pieno centro”

Alessandra Serio

Movida violenta, la testimonianza: “Minacciato e ferito da branco di adolescenti in pieno centro”

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lunedì 05 Gennaio 2026 - 16:15

"Mi hanno ustionato lanciandomi una miccetta addosso, quando li ho richiamati volevano linciarmi". La denuncia del 20enne e il precedente di piazza Cairoli

Messina – Brutta disavventura per un giovane messinese, finito nel mirino di un gruppo di ragazzini che, qualche giorno fa, nel pieno dell’affollata movida di piazza Antonello, si sono avventati su di lui. Il ragazzo, rimasto comunque lievemente ferito, è riuscito a evitare il peggio perché uno dei presenti si è accorto di quel che è accaduto e lo ha fatto salire in auto in fretta, allontanandolo dal posto.

E’ il 20enne a raccontare quel che è accaduto, ancora sotto choc. “La mia colpa?” Ho osato richiamarli perché mi hanno lanciato una “miccetta” accesa addosso, ferendomi. Ho ustioni alla gamba sinistra che mi è stata medicata, ci vorrà almeno una settimana per guarire”.

“Era una serata come tanti, ero a piazza Antonello con amici, c’erano tantissimi giovani. Malgrado l’affollamento questo gruppetto di ragazzini, erano piccoli, sicuramente minorenni, hanno acceso questi “sparetti” lanciandoli a terra, ai piedi dei presenti, uno dritto a me che ho sentito subito il forte bruciore. A quel punto li ho richiamati, dicendo loro di smetterla perché il gioco era molto pericoloso”. Per tutta risposta, racconta Raffaele, i ragazzini si sono coalizzati. “Erano una ventina, mi sono arrivati contro minacciosi, decisi a prendermi a calci e pugni. Sono andato nel panico”.

Dalla paura alla denuncia

La pronta reazione di uno degli adulti presenti ha evitato il peggio, consentendo al giovane di scamparla. Il giovane però non si da pace e racconta quel che è accaduto perché vuole tenere alta l’attenzione sul tema della violenza giovanile e nei luoghi della movida. “Sono comportamenti sempre più frequenti, lo so, ma si dovrebbe fare di più per evitarli, è assurdo che una serata che dovrebbe essere spensierata, tra ragazzi, si trasformi in violenza. Dove possono trascorrere momenti di condivisione tranquilli tanti giovani come me che vogliono solo passare del tempo coi coetanei, senza temere di essere aggrediti, feriti, di rimanere spaventati? Quella sera non c’era una pattuglia nella piazza, già teatro di episodi simili”.

Il precedente a piazza Cairoli: giovani contro i Carabinieri

Il malcapitato sta preparando la denuncia alle forze dell’Ordine e si è rivolto al garante comunale dei minori Giovanni Amante che ha dialogato con lui sulla necessità di una risposta che vada oltre i controlli e i presidi delle forze dell’Ordine, pur necessari. Un altro episodio avvenuto qualche giorno fa davanti alla caserma dei Carabinieri di piazza Cairoli indica infatti che la presenza delle forze dell’ordine non è sempre risolutiva e che i protagonisti di questi episodi sono sempre più piccoli: alcuni giovanissimi dopo aver creato disordini si sono “scagliati” verbalmente anche contro il militare impegnato nel presidio e la stessa caserma.

3 commenti

  1. Le pattuglie devono fermare e trovare tutti i cavilli necessari al sequestro degli scooter elettrici che la fanno da padrone.
    La situazione è gravissima.
    I ragazzi dell’articolo se ho ben capito sono i medesimi che impennavano volutamente davanti alle telecamere della stazione di Piazza Cairoli per provocare la reazione dei militari.
    Si sono dileguati non appena il piantone è uscito a richiamarli.
    Il danno all’immagine della Benemerita è incalcolabile e tutto questo è sintomo del fatto che nessuno fa nulla.
    Prima o poi qualche cittadino reagendo per esasperazione farà molto male ad uno di loro perché sono arroganti stupidi ed aggressivi.
    Potrebbe anche avvenire l’opposto ovviamente ma la tensione nel week end si avverte nell’aria.

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  2. Diritto Romano: “Se il minore, è in grado di porre in essere reati tipici di un (delinquente) adulto, è in grado di pagarne le conseguenze al pari di un (delinquente) adulto”, dunque, senza alcuno sconto per la sua giovane età. In aggiunta, poiché è minore, i genitori, devono risarcire i danni. In caso di mancato risarcimento, reclusione, per i genitori. Si faccia così e vedrete che le baby gang e menate varie si ridurranno del 94%.

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  3. Se solo vi fosse in Italia una vera pena e soprattutto certezza della pena forse tanti balordi ci
    penserebbero prima qualche istante in più prima di fare sempre cose da mentecatti.

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