Mutui, Confedilizia: "Sono sempre i giovani a trainare il mercato"

Mutui, Confedilizia: “Sono sempre i giovani a trainare il mercato”

Autore Esterno

Mutui, Confedilizia: “Sono sempre i giovani a trainare il mercato”

domenica 22 Marzo 2026 - 18:24

Case, immobili e condominio in pillole. La rubrica settimanale

A cura di Confedilizia Messina

Case, immobili e condominio in pillole

FOCUS MUTUI Anche nel 2025 sono stati i giovani a trainare il mercato

Prosegue la crescita della domanda di mutui per l’acquisto o la ristrutturazione della casa da parte delle famiglie italiane: anche nel 2025, secondo un’elaborazione di Confedilizia su dati del Barometro Crif (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria), le richieste complessive di nuovi mutui e
surroghe hanno registrato un aumento, che è stato del 12% rispetto all’anno precedente, molto simile a quello del 12,1% del 2024.
È una conferma del fatto che il mercato del credito per la casa continua a essere vivace, ma il dato più significativo riguarda la componente demografica:
a sostenere la crescita sono soprattutto i giovani.

LA SPINTA DEGLI UNDER 35, la loro quota sale al 35,8%
Lo scorso anno è cresciuta ulteriormente la quota dei richiedenti con meno di 35 anni, arrivando al 35,8% del totale, in salita rispetto al 34,7% del 2024 e al 33,8% del 2023.
In particolare l’incremento maggiore ha riguardato la fascia tra i 25 e i 34 anni, che nel 2025 ha rappresentato il 32,1% di quanti hanno chiesto un mutuo, mentre nei due anni precedenti a questo segmento appartenevano rispettivamente il 30,1% e il 30,9% dei richiedenti.
La distribuzione per età mostra dinamiche differenti. La quota delle domande presentate da chi ha tra i 35 e i 44 anni resta sostanzialmente stabile, passando dal 30,8% nel 2024 al 31% nel 2025. Diverso l’andamento per la fascia dei 45 anni e oltre, la cui incidenza scende dal 34,5% nel 2024 al 33,2% nel 2025. Il calo appare ancora più evidente se si considera che nel 2023 rappresentavano il 35,2% del totale. Nel complesso, quindi, il peso delle fasce più adulte si riduce, mentre cresce quello dei richiedenti più giovani.

L’importo medio del mutuo supera i 153 mila euro

Nel 2025 cresce anche il valore medio dei finanziamenti richiesti. L’importo medio è salito a 153.379 euro, con un aumento del 3,4% rispetto ai 148.305 euro registrati nel 2024. Diminuiscono invece le domande inferiori ai 100 mila euro, che passano dal 35,8% del 2024 al 32,9% del 2025, mentre aumentano in modo significativo quelle oltre i 150 mila euro, salite dal 33,6% al 36,1%.
L’aumento degli importi si riflette anche sulla durata dei mutui, con una maggiore propensione verso piani di rimborso più lunghi. Se nel 2023 e nel 2024 i finanziamenti con durata inferiore ai 20 anni rappresentavano rispettivamente il 32,4% e il 32,3% del totale, nel 2025 la loro incidenza scende al 30,1%. A crescere è soprattutto la fascia compresa tra i 25 e i 30 anni, che nel 2025 ha raggiunto il 42% dei mutui accesi, contro il 38,9% del 2024 e il 35,8% del 2023.
La riduzione dei contratti oltre i 30 anni, passati dal 9% al 6,7% nel biennio considerato, non basta a riequilibrare la tendenza verso durate complessivamente più lunghe.

UN MERCATO CHE SI ADATTA ai cambiamenti economici e demografici
Il paragone con date più lontane è ancora più interessante e rivela quanto sia cambiato profondamente il panorama dei finanziamenti per l’acquisto di un’abitazione. Prima del Covid, nel 2019, per esempio, i mutui a 25-30 anni rappresentavano solo il 24,4% del totale, quelli oltre i 30 il 2,2% e, andando ancora più indietro nel tempo, le percentuali risultano ancora più basse.
Alla fine dello scorso decennio, prima della pandemia, la quota di under 35 intenzionati ad acquistare un’abitazione tramite mutuo era pari al 28,1%, contro il 36,8% registrato nel 2025.
Rispetto ad allora sono state attivate le già citate agevolazioni pubbliche che, insieme alla più recente riduzione dei tassi di interesse, hanno consentito l’accesso ai finanziamenti a cittadini sempre più giovani, favoriti anche dall’aumento dell’occupazione e quindi dal maggior numero di redditi da lavoro registrato tra il 2020 e il 2024.
Di fronte a un maggior afflusso di 20enni e 30enni con capacità reddituali migliorate, ma comunque più basse rispetto a quelle di un 40-50enne, il mercato si è adattato proprio attraverso la variazione della durata dei mutui, che si sono allungati anche per ridurre l’ammontare delle rate, così da rendere la casa di proprietà sempre più accessibile ai più giovani.
Probabilmente questi dati sono anche la conseguenza della proroga di alcune misure come il Fondo di garanzia statale Consap per i giovani under 36 con ISEE fino a 40.000 euro, che può arrivare fino all’80% del mutuo nel caso di acquisto o ristrutturazione dell’abitazione principale.
A incidere, tuttavia, c’è anche la riduzione dei tassi di interesse che è proseguita nel 2025, con un taglio da parte della Bce del tasso di riferimento, che nel gennaio del 2025 era del 3,15% e, attraverso quattro successivi interventi, è stato portato già nel mese di giugno al 2,15%.

Immobile locato dopo il pignoramento: chi ha diritto di ricevere i canoni di locazione o l’indennitàdi occupazione?
Nel caso di immobile locato dal debitore in un momento successivo al pignoramento del bene, sussiste il diritto dei creditori procedenti e intervenuti a conseguire i frutti civili del bene pignorato, diritto che comporta la legittimazione esclusiva del custode (e poi dell’aggiudicatario) ad esigere i canoni di locazione e/o l’indennità di occupazione dovuti per l’immobile pignorato e l’esclusione della concorrente legittimazione del locatore (cfr., in argomento, Cass., sez. III, 22.7.2025, n. 20696).

Le deliberazioni dell’assemblea condominiale sono vincolanti per tutti i condòmini pure se dissenzienti o assenti?
Ai sensi dell’art. 1137 cod. civ. le deliberazioni dell’assemblea sono obbligatorie e vincolanti per tutti i condòmini, compresi i dissenzienti e gli assenti, restando soggette unicamente all’impugnazione per contrarietà alla legge o al regolamento di condominio, impugnazione che neppure sospende l’esecuzione della delibera, salvo che la sospensione non sia ordinata dal giudice. (da Confedilizia Notizie)

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