Sacco di Brolo, indagato anche Laccoto. L'onorevole alle prese pure con la grana 118.

Sacco di Brolo, indagato anche Laccoto. L’onorevole alle prese pure con la grana 118.

Alessandra Serio

Sacco di Brolo, indagato anche Laccoto. L’onorevole alle prese pure con la grana 118.

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martedì 21 Luglio 2015 - 15:25

Al capolinea l'inchiesta sfociata, la scorsa estate, nell'arresto del ragioniere Arasi. Trentuno gli indagati complessivi, compreso l'allora assessore comunale Giuseppe Laccoto, deputato all'Ars. I dettagli dell'inchiesta e la nuova grana per l'onorevole: il volo del 118 a favore de fratello, ricoverato in rianimazione e dimesso dopo soli 3 giorni. Le reazioni.

C'è anche Giuseppe Laccoto tra i trentuno indagati finali dell'inchiesta sulla gestione finanziaria e contabile del comune di Brolo tra il 2008 ed il 2013. L'onorevole regionale del Pd è sospettato di due ipotesi di falso e abuso d'ufficio: nel mirino un concorso comunale nel quale avrebbe avvantaggiato un concorrente quando rivestiva la carica di assessore comunale. L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato oggi anche agli altri 30 indagati, e rappresenta il capolinea, ad oltre un anno di distanza dagli arresti, dell'attività della Procura di Patti, guidata dal capo Rosa Raffa, sul dissesto del comune della costa saracena. In carcere era finito il ragioniere Generale Carmelo Arasi, indagati insieme alla figlia Rossella e l'ex sindaco Salvo Messina. Gli altri indagati sono: Antonella Campo, Santa Caranna, Rosa Castrovinci, Giuseppina Di Leo, Carmelo Gentile, Elena Rosa Lo Vercio, Costantino Maniaci, Mario Messina, Francesca Mondello, Enza Rifici, Giovanni Scaffidi Mangialardo, Antonino Masi, Antonino Giuffrè, Vittorio Astone, Giuseppe Indaimo, Rosa Gatto, Tina Gatto, Dario Presti, Giuseppe Caranna, Domenico Caranna, Carmela Caliò, Giovanna Princiotta, Nunziatina Maria Faustino, Maria Ricciardello, Vincenzo Di Luca Lutupitto, Giuseppe Letizia e Paola Romano, Ben settantanove i capi di imputazione messi nero su bianco dalla magistratura pattese, che ripercorrono in parte la relazione del commissario, inviata alla Regione a suo tempo, il contenuto degli esposti presentati sui mutui accesi dal Municipio, il risultato delle anomalie trovate nei movimenti dei conti e negli impegni di spesa e nella documentazione sequestrata. Negli ultimi mesi, anche dopo gli arresti, carabinieri e guardia di finanza sono tornati diverse volte negli uffici comunali ed in banca per acquisire documentazione. Abuso d'ufficio e falso i reati ipotizzati, contestati a vario titolo agli indagati, tra i quali figurano dirigenti comunali, impiegati, presidenti e dirigenti di associazioni culturali e sportive, imprenditori. A cinque di loro, cioè l’ex primo cittadino Messina, Carmelo Arasi, le contrattiste Antonella Campo, Santa Caranna e Giuseppina Di Leo. Immediata la precisazione dell'onorevole Laccoto, che ha sottolineato come il suo coinvolgimento dell'inchiesta non riguarda lo scottante capitolo dei così detti mutui fantasma. Laccoto in questi giorni è alle prese con un'altra grana, cioè a denuncia sindacale che solleva parecchi dubbi sul trattamento offerto al fratello durante un ricovero in Rianimazione a Messina, a fine del giugno scorso, per essere poi dimesso soltanto 3 giorni dopo. Dubbi anche sull'opportunità di ut222ilizzare l'elisoccorso per reperire il chino che serviva al paziente, con un volo a Reggio Calabria. “Un tentativo politico-mafioso di affossare la città di Brolo, usandola come epicentro di un malaffare che passa da imbrogli e sperpero di denaro pubblico. Di questo si è trattato”, ha commentato l'altro deputato brolese, Nino Germanà dell'Ndc. (Alessandra Serio)

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