L’obiettivo è integrare l'offerta costiera e collinare, con il marchio unitario della “Costa Blu”
“METAblue – Messina, Taormina e la Costa Blu” è una costituenda nuova organizzazione per superare l’estinzione del precedente Distretto Turistico “Taormina Etna” e creare una gestione coordinata per rafforzare la competitività dell’economia locale e l’offerta turistica del territorio.
I territori coinvolti
“METAblue” coinvolgerà l’intera Città di Messina, i Comuni appartenenti al Gal “Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza” ricadenti sulla costa ionica, il Comune di Giardini Naxos, per garantire continuità territoriale, e la Fondazione Taormina, che contribuirà attivamente alla promozione culturale. L’obiettivo principale è l’integrazione delle risorse e delle attrattive per realizzare un grande affaccio a mare del Mediterraneo, chiamato “Costa Blu”, in risposta all’imminente avviso esplorativo dell’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo.
Il marchio e i valori
Il nome “METAblue”, oltre che per le iniziali di Messina e Taormina, è stato scelto per l’assonanza con il marchio globale e la parola greca che significa cambiamento e trasformazione (andare oltre) e per richiamare il colore del mare e le Bandiere Blu ottenute. Taormina sarà il polo principale in termini quantitativi e qualitativi per il turismo siciliano.
Mobilità e sostenibilità
Tra gli obiettivi principali, “METAblue” mira a integrare l’offerta turistica creando percorsi e pacchetti che colleghino costa e collina (turismo culturale, sportivo, enogastronomico, naturalistico), realizzare sentieri escursionistici, piste ciclabili e aree di sosta attrezzate, investire in mobilità turistica sostenibile che colleghi tutti i Comuni con mezzi ibridi elettrico-idrogeno, tramite le aziende municipalizzate pubbliche.
L’organizzazione promuoverà un approccio “glocale”, unendo la strategia di sviluppo globale alla valorizzazione delle specificità locali. Il Comune di Taormina è stato incaricato di porre in essere tutti gli atti amministrativi consequenziali.

Le voci di dimissioni anticipate, di non dichiarate ma probabili fughe verso altri lidi politici, prima che arrivi la tempesta, sanno di quel vecchio vizio italiano di scendere dalla nave un attimo prima che l’iceberg diventi inevitabile. Chi si siederà sulla poltrona di queste 2 disgraziate città, tra sei mesi o un anno rischia di trovarsi tra le mani non Comuni risanati, ma una bomba a orologeria innescata da chi oggi si appunta medaglie al petto. La “grande narrazione” andrà incontro alla verifica della realtà. E la realtà, a differenza dei comunicati stampa e delle dirette social, non fa sconti a nessuno. Quel “salvare Messina, Taormina risanata” che oggi è uno slogan elettorale, domani potrebbe diventare un grido d’aiuto disperato. Ma a quel punto, i pifferai magici saranno già altrove, a raccontare sempre la stessa favola ma a un altro pubblico.