Una tela del tortoriciano Giuseppe Tomasi. Un pittore nebroideo secentesco che raggiunge una maggiore originalità in questo dipinto
Dal professore Antonino Pirrone riceviamo e pubblichiamo.
La Madonna della Catena a Naso
Tra le numerose tele di Giuseppe Tomasi (Tortorici, 1610 – 1672) custodite nelle chiese di Naso, questa, dedicata alla Madonna della Catena con i santi Leonardo Di Noblac e Cono da Naso, nella chiesa di S. Cono Abate, assume, caratteri di originalità. Si trova Se la composizione dell’idea pittorica resta legata ai consueti modelli formali del pittore nebroideo, con la divisione delle spazio figurativo in due sezioni: mondo sensibile, in basso, e mondo ultrasensibile in alto, tuttavia la luce illumina la realtà terrena, senza forti contrasti cromatici – “caravaggeschi” -, con la realtà celeste. Ed è grazie agli azzurri al centro della tela, che le due sezioni, qui in ammirevole equilibrio tra di esse, si compongono in armonia, e le nuvole su cui siede la Vergine, sono parte del cielo che rischiara la scena sottostante.
San Cono penitente, in ginocchio e in estasi, ritratto nel momento del trapasso, con in mano il cartiglio delle promesse ai devoti *, quasi sfiora i piccoli angeli che volano tra le nuvole, ai piedi di Maria; San Leonardo, in piedi, volge lo sguardo fiducioso verso la Madonna, non distante dal manto. La luce dorata circonda il volto, sereno e dolcissimo, della Regina Coeli, con due angeli nell’atto di incoronarla; l’oro del cielo gradualmente si stempera verso i marroni tenui degli angoli superiori della tela, con tinte che riverberano i colori delle colline sottostanti. Al centro, in basso, lo stemma di Naso.

