La crisi del cine-panettone: cosa ne pensano i messinesi?

La crisi del cine-panettone: cosa ne pensano i messinesi?

La crisi del cine-panettone: cosa ne pensano i messinesi?

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sabato 24 Dicembre 2011 - 15:31

Dopo 28 anni, a giudicare dagli incassi dei primi giorni il cinepanettone sembra non ottenere più lo stesso riscontro di pubblico. Sarà vero?

Proprio nell’anno in cui anche gli Stati Uniti ne propongono uno – e con un cast di primo piano: Robert De Niro e Michelle Pfeiffer su tutti –, ecco che in Italia, come dimostrano i dati sugli incassi relativi al primo week-end, il cinepanettone sembra confermare una tendenza che si era già intravista negli ultimissimi anni: gli italiani vanno sempre meno al cinema per vedere De Sica & Co. e preferiscono virare su altro.
Eppure, Vacanze di Natale a Cortina, nelle premesse e nei giudizi della critica, sembra contraddistinguersi per una decisa rottura col passato: niente rutti, niente volgarità gratuite, e tanto, forse troppo per un pubblico abituato al genere, buonismo. Quarto al botteghino, con 1.623.000 euro incassati, subito dopo il secondo capitolo su Sherlock Holmes, Il gatto con gli stivali e il pieraccioniano Finalmente la felicità, l’ultimo lavoro di Neri Parenti non ha ancora attecchito presso il grande pubblico (perlomeno, non nella misura in cui lo aveva fatto in passato), anche se la casa di produzione che fa capo a De Laurentiis si attende un’affluenza maggiore con il consueto passaparola.
E a Messina qual è la tendenza?
«Ho visto soltanto un film del genere, Natale in India, quando con De Sica lavorava ancora Boldi», racconta Giovanni, 22 anni. «Non mi è piaciuto, così non ne ho più visti. Preferisco la comicità di Ficarra e Picone». Alessia, 25 anni, spiega che «da quando i due attori si son separati si è rotto qualcosa, non mi piacciono più come prima. È da un po’ che non ne guardo, quindi non penso che quest’anno andrò a vederlo.» C’è chi, come Luigi, 28 anni, si è recato in sala domenica scorsa: «Sì, effettivamente è un po’ più sobrio rispetto ai film degli altri anni. A me è piaciuto, li ho sempre guardati, è uno svago. Bisognerebbe rapportarsi al film in modo leggero, senza attendersi troppo, allora sì che ti puoi divertire».
Va aggiunto un elemento importante, che negli altri anni era stato in qualche modo tralasciato ma che in questo 2011 emerge con evidente prepotenza nelle tasche di tutti: la crisi, accoppiata alla necessità di comprare i regali, impone una certa parsimonia. «Quest’anno io e la mia famiglia non andremo proprio al cinema», spiega la signora Maria, 40 anni, «bisogna risparmiare laddove si può, e l’intrattenimento adesso non è purtroppo una priorità.»
Crisi a parte, forse è un po’ presto per parlare di tramonto dei cinepanettoni. Per una risposta al nostro dubbio, non possiamo che attendere i prossimi Natali.

ENRICO ANASTASI

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