Navigazione sullo Stretto di Messina, "servizi da migliorare e differenze salariali inaccettabili"

Navigazione sullo Stretto di Messina, “servizi da migliorare e differenze salariali inaccettabili”

Redazione

Navigazione sullo Stretto di Messina, “servizi da migliorare e differenze salariali inaccettabili”

martedì 17 Febbraio 2026 - 15:13

Avviato uno studio del Pd su condizioni di servizi e lavoratori nelle zone portuali siciliane

MESSINA – «Non ci siamo. Differenze salariali inaccettabili e servizi da migliorare caratterizza la navigazione nello Stretto. Siamo partiti da Messina per la straordinarietà di un’area che deve garantire i collegamenti tra la Sicilia e il resto del Paese. Nell’area dello Stretto ferrovieri e marittimi realizzano già quel “collegamento stabile” tra le due sponde che il centrodestra di governo vorrebbe delegare ad un’opera inutile e dannosa come il ponte». Lo dichiara Domenico Siracusano, responsabile regionale al Lavoro del Pd Sicilia.

Sottolinea l’esponente del Partito democratico: “Il servizio di “continuità territoriale” con Villa San Giovanni è svolto in via prioritaria dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane: Rfi, per il trasporto dei treni, e Blujet, per il trasporto veloce dei passeggeri. Mentre per il gommato operano il vettore pubblico Bluferris e i privati del Gruppo Caronte & Tourist. Liberty Lines gestisce invece la rotta passeggeri “commerciale” verso Reggio Calabria, aggiudicataria di un appalto del Ministero dei Trasporti. Lo studio avviato dal Pd mette in rilievo alcune preoccupanti indicazioni. Innanzitutto è del tutto evidente come la qualità dei servizi percepita si abbassa in relazione all’importanza dei servizi. In particolate, il focus su Blujet, che è chiamata a garantire il servizio essenziale di continuità sullo Stretto di Messina, evidenzia fortissime criticità”.

«Le condizioni di viaggiatrici e viaggiatori sono davvero precarie – spiega Roberto Saia, responsabile provinciale al Lavoro Pd Messina  – e non basta il lifting di qualche seduta sulle navi: l’accesso agli imbarcaderi di Villa San Giovanni è complicato per anziani e per persone con disabilità costrette ad un percorso ad ostacoli prima di raggiungere il proprio posto sulle imbarcazioni che, tra l’altro, sono spesso soggette a guasti e a malfunzionamenti, dovuti all’usura nonostante costosissimi piani di manutenzione, che – chiosa Saia – stiamo approfondendo».

«Ma è sulle condizioni dei lavoratori che i dati si fanno più allarmanti. Lasciamo sullo sfondo la disparità contrattuale che vede i dipendenti di Blujet avere un contratto di lavoro differente dai colleghi di Rfi che svolgono stessi servizi per lo stesso gruppo ferroviario. Dallo studio emerge un dumping salariale tra i lavoratori assoggettati al Ccnl Unico Industria Armatoriale. Avere il contratto di lavoro dei marittimi sullo Stretto di Messina significa – spiegano Siracusano e Saia – avere un trattamento fortemente diseguale. Mentre per i lavoratori di Caronte & Tourist e Liberty Lines sono state applicate indennità e altre forme di incentivazione, valutando le particolari condizioni del servizio, i lavoratori di Blujet rimangono al palo con una differenza salariale che può superare anche i 500 euro al mese».

“Basta con le differenze salariali tra pubblico e privato”

«Siamo di fronte ad una situazione inaccettabile – continuano gli esponenti dem – , con il paradosso per cui lavorare per il pubblico è meno conveniente di farlo per il privato, a cui occorre porre immediatamente rimedio anche in relazione a bilanci aziendali, quelli di Blujet, che ha un trasferimento annuo di quasi 15 milioni da RFI. Impensabile che non si trovino i soldi per migliorare le condizioni dei lavoratori, se vero che Liberty Lines è riuscita ad attivare le indennità del salario accessorio a fronte di un appalto di circa 38 milioni in 4 anni – quindi intorno ai 9 milioni e mezzo all’anno».

«Per il Partito democratico è inaccettabile che lavoratori che svolgano lavori identici nel medesimo contesto siano soggetti trattamenti così differenziati chiederemo alla nostra deputazione – conclude Siracusano – di valutare anche interventi in sede parlamentare regionale e nazionale».

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