La giudice del lavoro dà ragione all'Ente in merito all'esclusione dal tavolo per la contrattazione decentrata. Il commento della segretaria generale Carrubba
MESSINA – La giudice del lavoro Graziella Bellino respinge un ricorso presentato a fine giugno dalla Funzione pubblica Cgil contro il Comune di Messina. Il decreto è del 18 agosto. “Nessuna condotta antisindacale da parte del Comune di Messina”, viene stabilito. Il sindacato contestava l’esclusione dal tavolo delle trattative per la contrattazione decentrata. Il rinnovo del contratto nazionale per il personale del comparto Funzioni locali era stato firmato da Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) con Cisl Fp, Uil Fpl, Csa Ral e rispettive confederazioni. Il tutto senza il consenso della Fp Cgil. In quanto non firmatario del contratto, Fp Cgil era stata esclusa. Da qui il ricorso e la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale per 50.000 euro e la “cessazione della condotta antisindacale”.
Al contrario, la giudice sottolinea che “possono essere ammessi alla contrattazione integrativa e agli altri istituti partecipativi solo le organizzazioni sindacali firmatarie del medesimo contratto nazionale”. E “secondo quanto allegato dall’amministrazione resistente e non specificamente contestato dalla ricorrente, anche la Fp Cgil, non è firmataria del Ccnl, è stata destinataria della convocazione sindacale ai fini del confronto, anche se in sede separata, attraverso la quale il Comune ha garantito il coinvolgimento dell’organizzazione”.
Carrubba: “Auspico che si possa rasserenare il clima delle relazioni sindacali e favorire un confronto sereno all’interno del Comune”
Sull’esito del decreto interviene la segretaria generale e direttrice generale del Comune di Messina Rossana Carrubba (nella foto): “Accolgo con soddisfazione la decisione del giudice che, ancora una volta, conferma la correttezza e la piena legittimità del mio operato. Si conferma la linearità del percorso seguito e la correttezza delle scelte assunte nell’esercizio delle mie funzioni, sempre orientate al rispetto delle regole e delle rispettive prerogative. Auspico che questa decisione, insieme alle altre pronunce che hanno riconosciuto la legittimità dell’azione posta in essere, possa contribuire a rasserenare il clima delle relazioni sindacali e a favorire un confronto sereno, costruttivo e rispettoso dei ruoli. Il confronto sindacale rappresenta un elemento importante per il buon funzionamento dell’Ente e deve potersi sviluppare in un quadro di reciproco rispetto, nel quale il dialogo e la tutela delle prerogative sindacali procedano sempre insieme al rispetto delle regole.
Il precedente: respinto il ricorso di Cisl e Csa
C’è un precedente che stabiliva che l’amministrazione comunale non aveva violato le regole sindacali. A sostenerlo sempre un giudice del Tribunale di Messina chiamato in causa dal ricorso del Csa e della Cisl. Secondo il magistrato, non si era verificata alcuna condotta antisindacale nel provvedimento della segretaria generale Carrubba. A essere messa in discussione era l’accordo tra i sindacati e l’ex direttore generale Salvo Puccio e la “modifica unilaterale” sulle progressioni economiche orizzontali degli impiegati decisa dalla dottoressa Carrubba.
Il conflitto sindacale a Palazzo Zanca
Di recente è stato contestato da Cgil Funzione pubblica, Uil Fp, Csa Ral e Sindacato italiano lavoratori polizia locale (Silpol) la convenzione tra il Comune di Messina e la Città metropolitana. Il tutto in relazione al doppio incarico di segretaria generale a Palazzo Zanca e alla Città metropolitana da parte di Rossana Carrubba. A causa della tragedia a Pistunina lo sciopero del 31 luglio è stato rinviato ma il clima tra i dipendenti comunali rimane caldo.
In origine l’opposizione alla decisione della segretaria generale Carrubba
La grana iniziale è quella dei differenziali stipendiali per le Peo, Progressioni economiche orizzontali per il 2024. Con una nota precedente dei sindacati, a essere criticata è stata la decisione, frutto di una determina del 28 maggio, “della dottoressa Rossana Carrubba. La segretaria generale e direttrice generale del Comune di Messina, oltre a non dare seguito a quanto già posto in essere con e graduatoria provvisoria, ha inteso interpretare e modificare unilateralmente i criteri che allo stato attuale risultano individuati e definiti”. Il tutto andando contro, secondo i rappresentanti delle tre sigle, al “corretto mantenimento delle relazioni sindacali”. Da qui “la penalizzazione per 300 dipendenti, che perdono dai 50 ai 100 euro lordi mensili”.
Si tratta di una “progressione orizzontale risalente all’1 gennaio 2024, con una graduatoria con criteri meritocratici. Criteri, risorse e contingenti frutto di contrattazione con l’ex dg Salvo Puccio”. E che, per i sindacati, sono stati smentiti dalla dottoressa Carrubba.
Delia: “Scelta equilibrata e garantista”
Soddisfazione è stata espressa dall’Avvocato Santi Delia che ha difeso l’amministrazione. “Il Tribunale ha positivamente valorizzato la scelta innovativa dell’Amministrazione di consentire un confronto separato al tavolo tra i soggetti non firmatari nazionali e quelli firmatari stante l’espressa opposizione di questi ultimi. Questo tipo di approccio, che l’Amministrazione ha correttamente ritenuto garantista e conforme al dettato normativo, nell’ambito dell’ampio contenzioso nazionale che si è aperto sul tema dello scontro sindacale, potrebbe proprio essere quello più equilibrato. Si evita, per un verso, il blocco delle relazioni sindacali e per altro verso si garantisce a Sindacati con ampia rappresentanza di poter comunque avere strumenti per continuare a svolgere la propria mission pur non avendo sottoscritto il contratto a livello nazionale”.

