L'attore racconta "A Mirror, spettacolo falso e non autorizzato", in scena fino a domani al teatro di Messina
Messina – “A Mirror, spettacolo falso e non autorizzato” a debuttato ieri al teatro Vittorio Emanuele dopo oltre sessanta date in tutta Italia. A “domare” l’eccezionale cast composto da Claudio “Greg” Gregori
Fabrizio Colica, Paola Michelini e Gianluca Musiu è Ninni Bruschetta, che non nasconde l’emozione, uguale ogni volta, di salire sul palco a Messina. “Siamo stati accolti calorosamente, è stato emozionante, è sempre bella quella risposta, dopo aver tanto seminato per la mia città”.
In scena, fino a domani pomeriggio, c’è il fortunato testo inglese di Sam Holcroft riadattato da Giancarlo Nicolletti che è anche il regista. Un testo che affronta temi davvero attuali: la libertà, la censura, il confine sottile tra arte e politica.
“Un tema di scottante attualità fino a un certo punto – spiega Ninni Bruschetta – Nel senso che censurare il teatro non è possibile. Il teatro è un rito di cui hanno bisogno i teatranti come il pubblico; sarebbe come chiedere ai preti di non parlare più di Gesù Cristo. Lo spettacolo racconta la censura, non soltanto quella politica che vediamo sempre più affacciarsi sullo scenario internazionale; C’è un altro tipo di censura, ancora più subdola e sottile, è quella che vediamo nella barcollante cultura mondiale in cui l’iper velocità delle informazioni assottiglia il peso di gioia e felicità che sono le fondamento del teatro”.
Un tema forte, diversi stili e registri per una commedia di grande successo.
“E’ una caratteristica tipicamente inglese, di impronta shakespeariana. Sam Holcroft sostiene che se il personaggio non affronta un percorso di ambiguità il pubblico si annoia, così fa un gran lavoro di trasformazione del personaggio nel corso della narrazione, cambiando la stessa struttura della commedia, facendola entrare ed uscire dal matrimonio. E’ un testo bello e complesso, andrebbe studiato nelle scuole”, conclude Ninni Bruschetta.
