Inaugurato il primo dei trentasette tributi alle vittime dell'alluvione del 2009

Inaugurato il primo dei trentasette tributi alle vittime dell’alluvione del 2009

Dalila Tassone

Inaugurato il primo dei trentasette tributi alle vittime dell’alluvione del 2009

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domenica 22 Aprile 2012 - 10:19

Si è svolta ieri pomeriggio alle 19,30 l’inaugurazione della prima posa del Museo del Fango: “La Grande Scala o “ La veronica” padroneggia, adesso, in contrada Lumbri a Giampilieri

Quando si accendono le luci (e si accendono ad intermittenza per marcare gli ostacoli, tanti e quotidiani), “La Grande Scala” ha i volti di Ilaria, Lorenzo, Francesco e di tutte le altre vittime che, con altre trentasei opere d’arte, verranno ricordate dal progetto del maestro Michele Cannaò e della sua squadra nel segno del F.A.N.G.O. Si è svolta ieri pomeriggio alle 19,30 l’inaugurazione della prima posa del Museo del Fango: “La Grande Scala o “ La veronica” padroneggia, adesso, in contrada Lumbi a Giampilieri e ricorda, come dice il maestro Cannaò, “il percorso della vita” che va affrontato con coraggio “per raggiungere la luna, il sogno”, per raggiungere quella luna stilizzata che è la meta a cui l’uomo anela. Con lui, Carmelo Di Luca, il braccio, il fabbro di Brolo che “con grande emozione”, ci dice, ha realizzato la struttura con tubi in acciaio di grosso spessore che tendono alla luna in rame lavorato.

“Nessuna passerella per la classe dirigente cittadina”, sottolinea il maestro, solo “i folli” (così li definisce) che hanno deciso di abbracciare, con lui, la straordinaria impresa di trasformare le opere di messa in sicurezza in opere d’arte contemporanea. Così, dopo la benedizione di padre Cesare d’Angiò Cafeo della parrocchia di Giampilieri Marina che ha voluto sottolineare come l’opera sia paradigmatica “della resurrezione dopo il diluvio, dell’ascesa del cuore e della protensione dello sguardo verso l’alto”, e l’introduzione di Michele Cannaò, la parola passa all’ingegnere capo del Genio Civile di Messina, Gaetano Sciacca che esprime tutta la propria soddisfazione per la creazione di quel “torrente sotterraneo” che adesso “torna libero verso il mare”; Gaetano Giunta, presidente della fondazione Horcynus Orca, illustra la recente collaborazione con il progetto dell’associazione F.A.N.G.O. che nasce “dalla convinzione che bellezza è comunità e l’arte contemporanea può diventare percorso, via di rinascita”: in concreto la partnership provvederà al recupero di fondi destinati ai territori e alle comunità dilaniate dalla alluvione con lo scopo principale di offrire dei posti di lavoro a chi vittima di questa alluvione lo sarà per sempre.

Numerosi i progetti futuri: le più di trecento opere tra quadri, sculture, fotografie, finora ospitate dal Genio Civile di Messina, troveranno una sede permanete nel parco sociale di Forte Petrazza; l’anfiteatro naturale del Lumbri sarà sede di spettacoli teatrali e musicali nel corso della prossima estate (obiettivo del percorso, lo sottolinea bene il maestro Cannaò, è il rilancio del territorio perché diventi attrazione turistico-culturale); la prima domenica di agosto l’inaugurazione della seconda opera a Molino porterà la firma di tre artisti tra i quali il messinese Togo; Emilio Isgrò realizzerà un’altra opera a Pezzolo e profuma di concretezza anche una partnership con Michelangelo Pistoletto, artista, pittore e scultore di grande fama. Insomma, i F.A.N.G.O. non vogliono mollare, intendono, nel giro di due anni, realizzare le 37 installazioni che ricorderanno le 37 vittime del disastro del 2009: anche questa è una sfida, è una “veronica”, una mossa dalla quale dipende la rinascita di un territorio che mai come adesso ha bisogno di una rivalsa, di uno sguardo che passi dal fango al cielo.

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