La soprano ha inaugurato la stagione musicale della Filarmonica Laudamo con un eccellente concerto
MESSINA – Domenica si è tenuto al Palacultura il concerto inaugurale della Filarmonica Laudamo, arrivata alla sua centoseiesima stagione.
Il concerto è stato preceduto dai saluti di rito della Presidente dell’Associazione, Alba Crea, del Vicepresidente Paolo Musarra, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Messina Enzo Caruso, e infine del Direttore artistico Antonino Cicero.
Protagonista della serata il soprano Desirèe Rancatore, già più volte ospite delle sale concertistiche messinesi, accompagnata al pianoforte dall’ottima Emanuela Spina.
La Rancatore ha presentato un programma di arie del settecento e ottocento, riscuotendo un notevole successo del pubblico, grazie ad una interpretazione impeccabile dal punto di vista canoro, ma anche assai intensa sotto il profilo interpretativo.
Il concerto è iniziato con l’aria “Il mio ben quando verrà”, dall’opera settecentesca di Giovanni Paisello “Nina, o sia la pazza per amore”, un’aria orecchiabile e assai gradevole, un omaggio al bel canto settecentesco italiano.
Dopo “La Serenata” di Francesco Paolo Tosti, è stata la volta di una delle arie più belle composte da Wolfgang Amadeus Mozart, la prima aria della Contessa “Porgi amor” da “Le nozze di Figaro”. Dopo la splendida introduzione pianistica di Emanuela Spina, il soprano è entrato in scena intonando le soavi note dell’aria mozartiana, il cui incipit è così celestiale che Mozart stesso lo utilizzò per l’Agnus Dei della sua Messa in do maggiore K 337.
Dopo Mozart ecco un aria preceduta da un drammatico recitativo, “Piangete voi?….Al dolce guidami”, tratta dall’opera “Anna Bolena” di Gaetano Donizetti, della quale la Rancatore ha offerto una interpretazione sofferta, di grande impatto, molto applaudita dal pubblico.
Dopo la celebre “Ave Maria” da “Otello” di Giuseppe Verdi, anch’essa molto applaudita, il soprano ha cantato tre arie di Giacomo Puccini iniziando con la celeberrima “Mi chiamano Mimì” da “La Boheme”, uno dei brani più amati del compositore toscano, per poi cantare “Tu che di gel sei cinta” da “Turandot”, l’aria di Liù. Avevamo già apprezzato Desirée Rancatore nell’eccellente e sofferta interpretazione nel ruolo di Liù in occasione della Turandot andata in scena al Teatro Vittorio Emanuele la scorsa stagione, e anche questa volta il soprano si è confermato essere una splendida Liù.
La terza aria pucciniana, “Senza mamma” da “Suor Angelica”, dal sapore triste e drammatico, ha rappresentato uno dei momenti più toccanti della serata, e la stessa Rancatore ne è uscita visibilmente commossa, applauditissima.
Il concerto si è concluso con un momento di spensieratezza, ove i due artisti ci hanno aperto le porte del mondo dell’operetta, con l’aria “O Dieu! Que de bijoux”, tratta da “Faust” di Charles Gounod, un brano che ha dato modo a Desirée Rancatore, specializzata nell’operetta, di sfoggiare le sue virtuosistiche doti canore.
Un plauso anche a Emanuela Spina, che ha accompagnato il soprano al pianoforte in maniera sobria e delicata, con naturalezza.
Grande successo di pubblico, per un eccellente concerto inaugurale della Filarmonica Laudamo, meritatissimi i ripetuti applausi ai quali i due artisti hanno risposto con un bis assai gradito, ancora tratto da un’operetta: “Sulle labbra” da “La vedova allegra” di Franz Lehar.

