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Nubifragio a Messina, la Regione delibera stato di calamità

Redazione

Nubifragio a Messina, la Regione delibera stato di calamità

giovedì 13 Agosto 2020 - 00:24
Nubifragio a Messina, la Regione delibera stato di calamità

Servirà circa un centinaio di milioni di euro (il Comune di Messina ne ha chiesti 30, gli altri 70 nella provincia tirrenica) per gli interventi da realizzare

«Il governo regionale, nella seduta della Giunta già programmata per giovedì mattina, delibererà lo stato di calamità per i danni causati, nei giorni scorsi, dall’alluvione nel Messinese e contestualmente avanzerà al governo nazionale la richiesta dello stato di emergenza».

Lo ha comunicato il presidente della Regione, Nello Musumeci, aprendo il vertice organizzato a Palazzo d’Orleans con i sindaci dei cinque Comuni maggiormente colpiti dal nubifragio di sabato scorso: Messina, Barcellona, Terme Vigliatore, Rodì Milici e Castroreale. Alla riunione erano presenti i responsabili della Protezione civile regionale, dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, dell’Autorità di bacino, del dipartimento regionale dell’Ambiente, del Genio civile di Messina, dei vigili del fuoco, oltre alla vice prefetta della città dello Stretto, Natalia Ruggeri, e ad alcuni deputati della provincia peloritana.

«Quello della provincia di Messina – ha sottolineato Musumeci nel suo intervento – è un territorio fortemente danneggiato, a causa anche dell’abusivismo selvaggio e della mancata manutenzione. Il mio governo, consapevole di questo, ha destinato il 60 per cento delle risorse della Struttura contro il dissesto idrogeologico a questa provincia. Non è la prima volta che si contano i danni in quelle realtà e non sarà l’ultima se non lavoreremo fin da subito per eliminare alcune cause, legate anche alla mancata pianificazione del territorio e a una disordinata crescita urbanistica».

Per coordinare gli interventi, il presidente ha disposto la creazione di un tavolo operativo tecnico che sarà intanto diretto dal capo del Genio civile di Messina e composto dai rappresentanti degli enti regionali preposti alla materia e dei Comuni.

Musumeci ha dato incarico sempre al Genio civile peloritano di redigere i progetti di sistemazione che riguardano i torrenti Longano, Patrì e Mazzarrà (per la parte non compresa nel cantiere già in corso) che attraversano numerosi Comuni dell’hinterland barcellonese e di accelerare le procedure che vedono opere già finanziate. Dal vertice è emerso che, da una prima disamina, servirà circa un centinaio di milioni di euro per gli interventi da realizzare.

Il Comune di Messina ha chiesto 30 milioni per 8 progetti, di cui 20 milioni per 5 progetti già cantierabili: 1. Svuotamento collettore Cassina (8 milioni di euro); 2. Svuotamento caditoie e raccolte acque bianche di tutta la città (7 milioni di euro); 3. Eliminazione scarichi fognari abusivi nei torrenti (3,5 milioni di euro); 4. Manutenzione straordinaria stazione di sollevamento Mili Canneto (1 milione di euro); 5. Sistema di allerta meteo completamento (500 mila euro). Studi di fattibilità: 6. Realizzazione sistema raccolte acque bianche e nere aree risanamento (5 milioni di euro); 7. Manutenzione impianti tecnologici condotta Cassina II stralcio (1 milione di euro); 8. Manutenzione straordinaria delle stazioni di sollevamento acque nere (2 milioni di euro).

«Contestualmente alla richiesta dello stato di emergenza a Roma – aggiunge il presidente – applicheremo per la prima volta l’articolo 3 della legge regionale 13 di quest’anno, che prevede la autonoma nomina di un commissario per lo stato di crisi e di emergenza regionale. Per le risorse necessarie occorre una riprogrammazione dei fondi comunitari, che avvieremo con la massima urgenza, ricorrendo, se necessario, a un apposito intervento parlamentare».

Il sindaco De Luca ha annunciato che il Comune di Messina appalterà quattro interventi entro dicembre 2021 per un totale di 50 milioni: 1. Ripristino sottoservizi rete tranviaria, due finanziamenti di complessivi 29 milioni di euro (a Messina siamo stati così coglioni da far distruggere al tram la rete di raccolta acque bianche e fognarie); 2. Realizzazione nuovo sistema di raccolte acque bianche e nere zona Torre Faro e Lago Ganzirri con due finanziamenti di complessive 11 milioni di euro (a Messina siamo stati così criminali da far scaricare la merda nella caditoie per le acque bianche e quindi nel lago); 3. Manutenzione straordinaria e pulitura dei 70 torrenti che insistono nel perimetro urbano con un finanziamento di 8 milioni di euro (a Messina da oltre 20 anni non si puliscono i torrenti in gran parte tombinati); 4. Svuotamento di una porzione della condotta acque bianche e nere Cassina, finanziamento di 1 milione di euro ma ne servono altri 9 milioni (a Messina si è consentito di scaricare inerti anche nei collettori fognari che non vengono svuotati da oltre vent’anni).

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Un commento

  1. Come rimodulazione dei fondi comunitari? Ma non eravamo la latrina dell’Europa?

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