Il 20 % dei messinesi non paga mai l'acqua. Un altro 50 % è moroso - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Il 20 % dei messinesi non paga mai l’acqua. Un altro 50 % è moroso

Il 20 % dei messinesi non paga mai l’acqua. Un altro 50 % è moroso

lunedì 17 Luglio 2017 - 16:55
Il 20 % dei messinesi non paga mai l’acqua. Un altro 50 % è moroso

Solo il 30 % delle utenze Amam è totalmente in regola coi pagamenti. L'azienda ha accumulato 92 milioni di crediti negli ultimi 15 anni, una media di 6 milioni all'anno

Diciassette milioni di euro in investimenti entro il 2019, ristrutturazione delle infrastrutture, riduzione significativa delle perdite lungo le condotte, risanamento delle condotte idriche e fognarie, riequilibrio contabile e amministrativo: si compone di passaggi essenziali, e delineati nei dettagli il piano per il futuro prossimo dell’Azienda acque di Messina.

Per il biennio 2017-2018 e fino al 2019 abbiamo già programmato oltre 17 milioni di euro di investimenti”, spiegano presidente e direttore generale dell’Amam, Leonardo Termini e Claudio Cipollini. Una quota delle somme necessarie deriva dai fondi del Master Plan dell’Area Metropolitana. Allo stesso tempo, si sta procedendo anche con la ricerca di fondi europei e multi livello (Piano Juncker, fondi nazionali, fondi regionali). A queste risorse si aggiungerà il recupero sia dei circa 6 milioni di morosità che si registrano ogni anno, sia dei 92 milioni di morosità accumulati nel passato. “Quella del recupero crediti e di una efficace politica contro la morosità è un’operazione indispensabile e fondamentale. – affermano i vertici dell'AmamE ciò sia sotto il profilo economico-finanziario, perché è di tutta evidenza che il venir meno di risorse per decine di milioni significa rendere insostenibile l’attività di un’azienda, sia sotto il profilo che diremmo di responsabilizzazione dei cittadini-utenti: non pagare quanto dovuto non può diventare un’abitudine consolidata”.

Dal punto di vista dei numeri, la situazione dei crediti vantati da Amam e non esigiti è la seguente: oltre il 20% degli abitanti e delle imprese e dei commercianti non paga i consumi. Su 88.459 utenze complessive a cui Amam distribuisce l’acqua e ritira liquami, 63.201 (71,5%) è moroso per un tasso di morosità del 23,25% su base annua. Sul totale dei morosi, il 61% sono famiglie (54.291) per un totale di 41 milioni di euro complessivi, ai quali si aggiungono i condomini (circa 46mila) per altri 35 milioni. Le utenze domestiche non pagate assommano quindi a 76 milioni di euro.

Ci sono poi imprese, negozi, alberghi e ristoranti morosi per un totale di oltre 12 milioni di euro. Solo il 30% di tutte le utenze, pari a 26mila utenze, è completamente in regola con i pagamenti. La stessa Pubblica Amministrazione ha oltre 4 milioni di euro di debiti con 168 enti (compresi ospedali e cliniche) dei 191 che sono morosi con l’Amam.

Tutto ciò ha causato forti problemi economico-finanziari all’Azienda e ha impedito di fatto gli investimenti necessari per migliorare la rete e la dotazione idrica della città. Per questo, a partire da oggi l’Amam ha rafforzato il servizio di recupero crediti aumentando le azioni che porteranno a eseguire riduzioni e sospensioni di fornitura dell’acqua già nei prossimi giorni.

La situazione è insostenibile e incredibile”, sostiene il presidente Termini. “L’Amam ha accumulato 92 milioni di crediti negli ultimi 15 anni con cittadini, condomini, imprese, negozi, alberghi, ristoranti. La soluzione per contribuire a risolvere il problema della distribuzione dell’acqua è anche fare ciascuno la propria parte, compreso, evidentemente, il pagamento delle utenze”.

Il mancato incasso di 5-6 milioni di euro ogni anno ha impedito finora di poter programmare e realizzare gli investimenti adeguati per avere una rete in grado di funzionare certamente molto meglio di ora”, ribadisce il direttore generale Claudio Cipollini. “Adesso, nel rispetto delle norme e con attenzione per le situazioni sociali ed economiche più delicate (in questo tenendo anche conto della prossima Direttiva dell’Autorità per il Servizio idrico) dobbiamo assolutamente riscuotere i crediti che abbiamo, con la massima celerità, e così faremo”.

Come segno di attenzione al territorio e agli utenti, benché morosi, in questa fase, pur potendo sospendere e interrompere la fornitura idrica, come fanno altri gestori del sistema idrico integrato sul territorio nazionale e regionale, Amam effettuerà invece una riduzione della portata idrica dal contatore, installando un riduttore di portata che limiterà l'erogazione garantendo comunque una fornitura idrica minima.

E’ prevista infine la possibilità di accedere a una rateizzazione del debito modulata secondo la tipologia dell'utenza ed il range di insoluto e in particolare: Utenze domestiche: massimo 18 rate mensili; Utenze condominiali: massimo 16 rate mensili; Utenze commerciali o partita iva: massimo 12 rate mensili.

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11 commenti

  1. OLTRE I MOROSI, LE MANCATE RISCOSSIONI SI RICORDA L’ART. 2948, OVVERO LA PRESCRIZIONE DI ANNI 5 DELLE BOLLETTE. PARLATE DI CIO’. QUANTI MESSINESI NON SARANNO PERSEGUITI O PIGNORATI?. BEATO L’ART. 2948 IMPARATE. RIGUARDO L’INSTALLAZIONE DEL RIDUTTORE DI EROGAZIONE (LT 50 GIORNALIERI) NON E’ CONCESSIONE DELL’AMAM, MA E’ UNA IMPOSIZIONE E IL DIVIETO TASSATIVO DA PARTE DI MOLTI TRIBUNALI E CASSAZIONE CHE VIETA DI SIGILLARE IL CONTATORE. AMAM, PURTROPPO PER VOI CHE SIETE FAMOSI IN TUTTA ITALIA PER L’INEFFICIENZA DI RECUPERO COATTIVO E FAR TUTTI, LE SENTENZE SONO CONTRASTANTI VEDASI TRIB. MILANO 19-10-1998, TRIB. FERMO 23-03-2016, N. 703 E L’ART. 32 COSTITUZIONE DIFESA DELLA SALUTE. POI ALTRI TRIB. ROMA E TRIB. BRESCIA. FATE PAGARE I CD “BECCATI”

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  2. la riduzione è inutile, già la rete ha problemi normali e dunque riduzione congenita. COMUNQUE la colpa è solo vostra, dovete abolire quei contatori condominiali, perchè s vi è uno che non paga gli altri o lo seguono o si fanno carico del pagamento, SOLUZIONE, installare ad ognuno un contatore invididuale, e magari rateizzare gli ultimi 5 anni come da tariffa base per contatore, vedrete come recuperate i debiti o almeno quelli che potrete, per gli altri Niente acqua, MA VOI SIETE PRESUNTUOSI, perchè quei debiti voi li mettete in bilancio come crediti da esigere, ed ecco perchè alla fine da un lato piangete e dall’altro i conti tornano. famiglia in casa popolare dove li trova circa 30mila euro d’unbotto, VI PIACE LAMENTARVI NIENTE SOLUZIONI

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  3. giuseppe arena 17 Luglio 2017 21:02

    ma con quale coraggio si dichiara che si riscuote solo il 30% delle utenze? Ma cosa hanno fatto in questi anni i dirigenti preposti al recupero crediti? si giravano i pollici? Ciò nonostante l’AMAM programma di investire ben 17 milioni di euro in due anni. Ecco dove è il trucco : quel 30% di utenti fessi pagano tanto di acqua da permettere all’Amam con le loro entrate non solo di mantenere le esigenze dell’amministrazione ma anche di disporre investimenti milionari.Chi glielo fa fare a mettersi contro gli utenti di rioni famosi e mafiosi? E’ meglio che chiudo, è meglio non dire altro.Passo

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  4. Alla prossima tornata di interviste relative alla emergenza idrica, chiedete anche all’intervistato di turno di mostrarci la sua situazione con l’AMAM. Chi non paga non ha il diritto di lamentarsi.

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  5. NASSIMOGR L’ELIMINAZIONE DEI CONTATORI CONDOMINIALI RIGUARDA LA LIBERA DECISIONE ASSEMBLEARE ART. 1136 CC QUORUM 501 MIL. NON VI E’ IMPOSIZIONE SIA DELL’AMAM O QUI A MILANO DOVE CI SONO MOLTISSIMI CONDOMINI E SUPERCONDOMINII. ESISTE GIA’ LA LEGGE CHE IMPORREBBE L’ELIMINAZIONE DEI CONTATORI CONDOMINIALI, MA NON VIENE ATTUATA. IO VIVO IN UN GRATTACIELO SINGOLO FACENTE PARTE DI UN SUPERCONODOMINIO DI 2.200 ABITAZIONI CON NEGOZI SCUOLE CHIESE FARMACIE NR. 2 POSTA E BANCA, MA RIGUARDA IL CD “RISPARMIO D’ACQUA”. A CASA MIA SIAMO IN 3 E PAGO € 180 ANNUI. ACQUA FRESA MAI MANCA E LA POSSIAMO DARE A MESSINA. INTENZIONE DI CAMBIARE CONTATORE? ZERO! LA MOROSITA’ DEI SINGOLI L’AMAM NON INTERESSE PAGANO I CONDOMINI E POI DECRETO INGIUNTIVO AL SINGOLO

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  6. RIGUARDO L’INSTALLAZIONE DI CONTATORI SINGOLI E NON CONDOMINIALI C’E’ IL D.LGS 03-04-2006, N. 152 CODICE DELL’AMBIENTE. POI C’E’ LA LEGGE GALLI 05-01-1994, N. 36, IL DPCM 04-03-1996, ART. 146, LT. F) SE NON SBAGLIO ED IL DPR 23-08-1982, N. 854. INOLTE C’E’ LA POSSIBILITA’ CHE IL SINGOLO CONDOMINO POSSA RICORRERE ALL’A.G., CREDO SIA L’ART. 1105 CC, LA SETENZA DI CASSAZIONE CIVILE 2004, N. 17557 E LEGGE 05-01-1994, N. 36 LEGGE GALLI. PERO’ COMUNICO CHE NON SI E’ MAI VERIFICATA LA POSSIBILITA’ DI INSTALLARE CONTATORI SINGOLI, ANZI VENGONO REGOLARMENTE BOCCIATE LE VOTAZIONI ASSEMBLEARI. NEL MIO CONDOMINIO UN CONDOMINO ROMAGNOLO VOLEVA FAR INSTALLARE NON CONTATORI SINGOLI, MA SUB CONTATORI OGGETTO DI ALCUNI INTERVENTI PROPOSTA BOCCIATA

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  7. Certo che se noi che paghiamo regolarmente ci fate pure sapere che manteniamo tutta la baracca… in 15 anni nessuna capacità di recupero che, poi, è limitato dalla legge ai soli ultimi 5 anni per cui una parte del credito è di fatto non esigibile… Scarsi, incapaci e per giunta parlate di investimenti!!!

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  8. SIG.giovannino, IN TEORIA LEI HA RISOLTO IL PROBLEMA con il D.LGS 03-04-2006, N. 152, pero’ non verrà attivato nessun contatore singolo se non prima viene azzerato il debito, ora voglio vedere chiunque alla cifra 300 mila di debito, che deve essere azzerato abbia voglia di mettersi il contatore singolo, ed anche per molte pecore nere i pochi che potrebbero essere in regola con le bollette e i contatori singoli per via di questa situazione non possono farlo. Personalmente nella zona in questione a mio giudizio farei una trivella perchè l’acqua c’è di sicuro e manderei al diavolo AMAM e acquedotto.

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  9. NASSIMOGR CONDIVIDO IN PIENO, ANZI SONO STATO IL PRIMO A VOTARE IL TASTO “MI PIACE” IO MI RIFERIVO ALLE MOROSITA’ DELLE PARTI COMUNI, NON CERTAMENTE COME SI DEVE COMPORTARE L’AMAM O LA SOCIETA’ METROPOLITANA MILANESE CON I DEBITI. NESSUN GESTORE DI ACQUE PUBBLICHE CONCEDE CIO’ CHE SI VUOLE, SE NON PRIMA SI PAGA. MI RIFERIVO CHE QUALCUNO HA SCRITTO METTETEVI IL CONTATORE SINGOLO O SUB CONTATORE. IL PROBLEMA NASCE, OLTRE DALLE DIFFICOLTA’ ECONOMICHE DI NOI ITALIANI, ANCHE DALLE CAPACITA’ DELLA SOCIETA’ DI GESTIONE ACQUE. SE MANCA LA VOLONTA’ POLITICA O “ALTRO”, RIPETO “ALTRO” ALLORA TUTTO E’ FINITO. CI SONO LE LEGGI, MA SIAMO LIBERI DI APPLICARLE VEDI CONTATORE SINGOLO. IO PAGO IN NUMERO DI PERSONE NON MI MANCA L’ACQUA E PAGO € 180 ANNUI.

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  10. NASSIMOGR SE POIO LA SOCIETA’ MANIFESTAMENTE DICHIARA, E NON HO ALCUN DUBBIO, CHE SOLO IL 30% E IL 50% NON PAGA VI E’ UN DANNO PATRIMONIALE INCALCOLABILE, NON ECONOMICAMENTE CHE SI CONOSCE, MA MORALMENTE. SONO SICURO CHE NON CERCANDO IL 50% DI “MOLE FRADICE” O PORTOGHESI, CHE SI CREDONO FURBI LA COLPA E’ DELLA SOCIETA’ E DELL’AMMINISTRAZIONE O DEL PRESIDENTE. CI METTEREI ANCHE IL SINDACO. PERO’ SE VI E’ UN PERO’ NON DIMENTICHIAMOCI CHE POSSONO CHIEDERE L’INTERVENTO COATTIVO DEL TRIBUNALE, SE C’E’ DELL’ALTRO, MI SONO SPIEGATO? LEI CONOSCE LA SITUAZIONE DI MESSINA MEGLIO DEL SOTTOSCRITTO, PERO’ LE ASSICURO CHE QUI L’ACQUA C’E’ SEMPRE E’ GELIDA E PULITISSIMA, IL PROBLEMA CHE DALL’INIZIO HANNO TUTTI PAGATO E MESSINA? OCCORRE L’ESERCITO CHIAMARE

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  11. Passi per il DG Cipollini, appena insediato, però fa specie la protesta el presidente (il minuscolo non è casuale)Termini che da anni calca le scene di quel teatro dell’assurdo ciamato AMAM.
    In una società qualsiasi dove i vertici dichiarano che il 20% degli utenti non ha mai pagato la fornitura idrica e un altro 50% è moroso, non sarebbe il caso che i responsabili togliessero il disturbo per manifesta incompetenza?

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