Per il sindacato l'investimento va confermato, a prescindere dal Ponte
“Alcuni dei progetti non attuabili o non ponderati, anche per incompatibilità con la prossima costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina”. La Corte dei Conti metterebbe in discussione parte dei fondi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’acquisto di nuovi traghetti e mezzi veloci destinati alla flotta pubblica Rfi. Prevista oggi alla Camera la relazione del ministro Raffaele Fitto.
Così la Corte dei Conti ha invitato il Mit e la stessa Rfi a “definire tempestivamente le linee strategiche che possano utilizzare nel modo più efficace possibile il budget stanziato per il rinnovo della flotta di Rfi, secondo criteri che tengano conto della possibilità di non utilizzare più le navi nello Stretto o di utilizzarle in misura minore, ove il Ponte entrasse in piena funzione secondo i tempi annunciati dal Governo”.
La Uil: “Investimenti necessari a prescindere dal Ponte”
La Uil Trasporti di Messina non ci sta. “Non possiamo permetterci di perdere neppure un euro di investimenti nella mobilità marittima sullo Stretto, già da decenni penalizzata e abbandonata da tutti i Governi nazionali degli ultimi decenni – dichiara Michele Barresi, segretario generale della Uil trasporti Messina – perché, ponte o non ponte, il servizio di collegamento marittimo di Rete Ferroviaria Italiana per il passaggio dei treni tra le due sponde dovrà comunque essere assicurato, sia per tutti gli anni necessari alla realizzazione dell’attraversamento stabile, sia per garantire la continuità territoriale nei periodi di possibile inagibilità del ponte, ove questo venga costruito, mentre dovrà comunque proseguire l’attuale collegamento marittimo veloce utilizzato da migliaia di pendolari dell’area metropolitana dello Stretto. Sarebbe uno “scippo politico” inaudito al nostro territorio che siciliani e calabresi, siano essi favorevoli o contrari al ponte, non dovrebbero tollerare – continua la Uiltrasporti – e questo ci vedrebbe nuovamente pronti alla mobilitazione nelle piazze per difendere il servizio pubblico e centinaia di posti di lavoro che sarebbero a rischio. La politica metta da parte la logica delle tifoserie contrapposte tra favorevoli e contrari all’opera, si interfacci col ministro Fitto che già dovrebbe relazionare alla Camera in merito ai progetti del Pnrr a rischio di “stop, affinché non vengano sottratti a questo territorio i circa 500 milioni di euro, destinati al rinnovo della flotta Rfi e alla riqualificazione in chiave ambientale dell’esistente, perché l’eventuale ennesima occasione perduta confermerebbe quanto accaduto negli anni quando la sola aspettativa della grande opera ha accelerato l’abbandono di servizi, investimenti e infrastrutture altrettanto importanti per questo territorio. Questo ulteriore scippo sarebbe la sconfitta di tutti – conclude Uil trasporti -, un fallimento trasversale agli schieramenti dei favorevoli e dei contrari al ponte”.

C’è qualcosa a cui questa organizzazione sindacale è d’accordo? Contro Atm, contro il binario unico del tram a Provinciale, contro i nuovi parcheggi, contro i lavori in vari punti della città, ecc
Si discute del ponte senza sapere dove andare a prendere gli oltre 14 miliardi di euro ( che ad oggi non ci sono!! )per la realizzazione. Per questo progetto corriamo il rischio concreto di perdere 500 milioni di euro ( che già ci sono!! ) per il potenziamento significativo del traghettamento veloce dello Stretto. Se si dovesse verificare, sarebbe l’ennesima e più colossale presa in giro per i messinesi. Tutti con la testa in aria a vedere se spunta l’asino con le ali ( ponte sullo stretto ) da cinquanta anni a questa parte.