Un progetto pilota per cambiare il destino delle periferie degradate. Se ne è discusso nel corso di un incontro presso la sede del Genio Civile
Gli effetti della dequalificazione urbana, territoriale ed economica in un’area che è vicinissima al centro, ma che assume i connotati di una estrema periferia. Il riferimento è all’area che comprende le zone di Catarratti, Bisconte, nelle parti più elevate, il Fondo Pistone, Fondo Marino , Montesanto e Carrubara, nella zona che ha come riferimento il ponte alto dell’ex ferrovia e, quindi, l’area urbana tra il viale Europa e lo Zaera ed inoltre gli ampi comprensori “Maddalena” e Quartiere Lombardo ed, infine, il territorio disposto intorno alla via “Don Blasco”, con l’ampio affaccio a mare.
Per fare fronte alla soluzione della criticità di questa ampia area di Messina, è nato il Movimento “Cià era” – Uniti per la nostra Vallata – (apartitico, aconfessionale e senza scopo di lucro), che si basa sull’idea forza che bisogna dare corpo a forme di democrazia partecipata, coinvolgendo una serie di Enti pubblici e privati e di singoli cittadini, interessati alla promozione territoriale, all’incentivazione di posti di lavoro ed al miglioramento della qualità della vita.
Se n’è discusso nel corso di un incontro aperto a liberi professionisti, esperti, tecnici e singoli cittadini, presso il Genio Civile di Messina, per individuare il percorso virtuoso da mettere in atto.
Nell’ambito di tale incontro ha aperto i lavori il prof. Piero Chillè, coordinatore generale di tale Movimento, il quale ha messo in rilievo la necessità di dare forza ad uno sviluppo di tipo condiviso, che cointeressi e la Comunità locale per intero, che deve essere protagonista e non più “attore muto” rispetto a decisioni prese dall’alto che finora non hanno tenuto conto nè delle vocazioni, nè delle potenzialità di quest’area.
Il prof. Josè Gambino, uno dei principali promotori del Movimento, ha messo in luce che la pianificazione per quest’area si pone l’obiettivo di caratterizzarsi come un progetto pilota, che, una volta poste le condizioni per la sua realizzazione, può essere poi esteso a tutte le altre vallate che compongono il Comune di Messina, adattandolo, ovviamente, alle singole situazioni, ma mantenendo le finalità generali che guidano gli interventi.
Uno degli aspetti fondamentali messi in luce nel corso dell’incontro è stato quello della sicurezza sociale, dato che questo territorio presenta vari aspetti di disagio sociale, che vanno affrontati con i vari rappresentanti, che devono agire in sinergia, per trasformare un’area – problema in area risorsa. Questo è stato uno dei nodi principali delle riflessioni esposte dal giudice Marcello Minasi, che ha messo in luce il ruolo che debbono svolgere le Agenzie educative presenti sul territorio: la Scuola, la parrocchia, la famiglia, l’associazionismo di base.
Significative indicazioni sul piano urbanistico e territoriale sono state fornite dall’ing. Giovanni Caminiti, che si è soffermato, tra l’altro, sul recupero dei tanti manufatti e degli stabili in stato di abbandono o dismessi.
Il geologo dott. Francesco Roccaforte ha sottolineato i rischi alluvionali che incombono anche su queste aree e che possono essere mitigati attraverso un uso ragionevole ed ecocompatibile del territorio.
L’intervento dell’arch. Carmelo Celona si è incentrato, soprattutto, sulla necessità di predisporre uno studio che metta a sistema i vari manufatti, con particolare riguardo a quelli che hanno valore storico e che finora non hanno fruito di nessuna opera di riqualificazione.
L’ing. Paolo Cicala, anch’egli tra i promotori del Movimento , sulla base delle carte urbanistiche messe a disposizione presso il suo studio professionale, ha relazionato sulla tipologia dei luoghi, al fine di porre le basi per attuare recuperi fattibili.
Agli aspetti storici del territorio, in generale, ed al recupero di infrastrutture cone il Ponte di Camaro, ha dedicato una particolare attenzione il prof. Giulio Romano, anticipando quanto è oggetto di un suo studio che guarda, in maniera originale, al recupero dello stesso.
Particolarmente ampio per le tematiche trattate si è rivelato l’intervento dell’Ing. Gaetano Sciacca, capo del Genio Civile, il quale ha spaziato su diversi temi, come, per esempio, quelli relativi alla Protezione Civile, alla necessità di interrelazione costante con gli Enti preposti al controllo del territorio, a modelli di sviluppo ecocompatibili, manifestando la sua contrarietà a processi di “cementificazione selvaggia” e di irrazionale assetto del territorio, che ampliano notevolmente i rischi ambientali.
Su invito del Movimento è intervenuto al “battesimo del Movimento” anche l’assessore ai Servizi Sociali, Nino Mantineo, il quale ha espresso ampio apprezzamento sull’iniziativa avviata. Una vera novità in assoluto – ha sottolineato il rappresentante dell’Amministrazione Comunale – che riunisce esponenti della Società civile, orientati a considerare il territorio come soggetto e non più come oggetto. L’assessore ha anche sottolineato l’esigenza di considerare quest’area – che, come hanno sottolineato molti interventi, costituisce la radice di grandi tradizioni, come quella di Mata e Grifone, e di luoghi simbolo di Messina come Castel Gonzaga e il ponte di Camaro (costruito nello stesso anno della Tour Effeil (1887), come patrimonio dell’intera città. Proprio per l’importanza di questa zona, l’Assessore Mantineo ha evidenziato l’opportunità di mettere a disposizione del Movimento il materiale per accedere ai Fondi di Metro – Pon, di prossima scadenza.
Sul piano operativo il Movimento “Cià era” – Uniti per la Nostra Vallata – ha deciso di valutare il progetto di riqualificazione del Torrente Catarratti – Bisconte, da tempo approvato dagli Enti preposti, per verificarne l’adattabilità alle esigenze attuali, dando impulso alla sua attesa realizzazione.
Il Movimento, a conclusione dei lavori, nell’ambito del crono programma delle sue iniziative, ha posto come strategie immediate quelle del recupero funzionale dell’area dell’ex Direzione d’Artiglieria, che tenga conto delle istanze che il Movimento porterà avanti – in tempi brevi – dopo avere consultato, nel corso di una pubblica assemblea, gli abitanti della Vallata, per evitare scelte non appropriate alle esigenze della Comunità e non adeguate al rispetto dei significati e dei valori dei luoghi.
Nel corso del dibattito, che ha dato seguito alle relazioni, sono emerse la necessità della realizzazione di un Parco Rurale per le aree collinari e l’individuazione delle “vie di fuga”, in caso di emergenza sismica, con particolare riguardo alle aree di Catarratti, Fondo Pistone, Monte Santo, Rione Carrubara.
Per quanto riguarda, inoltre, le aree costiere, il Movimento intende confrontarsi con l’Amministrazione Comunale per l’imprescindibile ed urgente recupero dell’area di Maregrosso, l’affaccio che per le condizioni di degrado in cui versa attualmente è un’area negata alla fruizione del tempo libero dei cittadini e dei turisti e alla diffusione di attività legate con lo Stretto.
Un’attenzione particolare sarà riservata dal Movimento a tutte le iniziative che potranno consentire di superare tutte le forme di degrado delle aree di risanamento, che insistono sul territorio: Bisconte, Camaro San Luigi e San Paolo, area che costituisce attualmente una sorta di Anti città.
Dai singoli cittadini alle istituzioni, dalle associazioni alle imprese, dalle parrocchie alle diverse “agenzie educative”, tutti saranno chiamati ad essere protagonisti della costruzione del benessere della comunità.
A tale riguardo, una proposta concreta sarà la costituzione del “Circolo Socio Culturale Giorgio Boris Giuliano” (cui già sul Viale Europa è stata intitolata la rotatoria), al fine di promuovere i più diversi “servizi alla persona”, finalizzati alla promozione umana e sociale di tutti i cittadini, a partire dai più bisognosi.
