Omicidio a Milazzo. Cordici si difende ma il giudice non gli crede: "Ricostruzione fantasiosa"

Omicidio a Milazzo. Cordici si difende ma il giudice non gli crede: “Ricostruzione fantasiosa”

Alessandra Serio

Omicidio a Milazzo. Cordici si difende ma il giudice non gli crede: “Ricostruzione fantasiosa”

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martedì 15 Luglio 2025 - 07:00

Il sessantenne si dice innocente e fornisce la sua versione. Ma gli inquirenti non gli credono. Ecco perché

E’ stato un confronto serrato quello tra il giudice per le indagini preliminari di Barcellona Giuseppe Caristia e Giuseppe Cordici, fermato per l’omicidio di Salvatore Italiano. Gli investigatori sono convinti che sia stato lui, lo scorso 10 luglio, ad aver ucciso con tre colpi d’arma da fuoco il vicino di casa 84enne, per poi trasportare il suo cadavere in via Capuana e abbandonarlo in strada. Ma l’agente di commercio sessantenne si difende e all’interrogatorio di garanzia si è difeso, dicendosi innocente.

Il presunto assassino si difende

Cordici, assistito dall’avvocato Nino Aloisio, ha fornito la sua versione dei fatti, ricostruendo l’accaduto e rispondendo a tutte le obiezioni degli investigatori. Una versione che però non convince gli inquirenti. Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Caristia lo ha quindi lasciato in carcere e nell’ordinanza di custodia cautelare definisce la sua ricostruzione “fantasiosa”. Cordici, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere, non si arrende ed è pronto a definire la difesa con il suo penalista, in attesa che gli investigatori concludano gli accertamenti.

La Squadra Mobile di Messina, diretta dal vice questore Vittorio La Torre, ha sequestrato la Smart del rappresentante di prodotti per bambini e quella della vittima, la Panda usata dallo stesso assassino per trasportare il cadavere di Italiano e abbandonarlo in via Capuana. Entrambi i mezzi sono stati già ispezionati e saranno analizzati a fondo dagli esperti della Scientifica.

Gli spari

Non è stata invece effettuato l’esame stub alla ricerca di tracce di polvere da sparo sulle mani di Cordici. L’uomo, che possiede una pistola regolarmente denunciata, quella mattina era andato a sparare al poligono di tiro, come sovente accade. Una circostanza verificata dagli investigatori, che vanificherebbe comunque i risultati del tampone per collegare in maniera schiacciante il fermato ai tre spari che hanno raggiunto da vicino l’84enne, raggiungendolo in testa e alla spalla.

Le telecamere raccontano…

Vanno avanti anche le analisi delle immagini di sorveglianza della zona, che hanno inquadrato la Panda di Italiano avvicinarsi alla zona dove è stato trovato il suo corpo senza vita, coperto da un sacco nero. Alla guida c’era un uomo che ha provato a coprirsi il volto. Al vaglio anche il movente: i due, vicini di casa, erano in lite per un terreno e proprio il giorno prima il presunto assassino aveva ricevuto una pec da Italiano.

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