Il procuratore generale Enza Napoli ha chiesto la conferma in appello della sentenza di primo grado. Trenta anni ciascuno erano stati inflitti dal gup Maria Tersa Arena ai quattro giovani di Graniti responsabili della morte di una 88enne durante una rapina nella sua abitazione di Francavilla di Sicilia.
Chiesta la conferma della sentenza di primo grado nel processo d’Appello per l’omicidio della pensionata 88enne Rosaria Abate. Il procuratore generale Enza Napoli ha chiesto che vengaa confermata la sentenza emessa dal gip Maria Teresa Arena che l’8 luglio 2011 ha inflitto 30 anni di reclusione a Mario Papa, Nino Cutrufello ed Emanuele e Giuseppe Stagnitti i quattro giovani di Graniti in età compresa fra i 19 ed i 24 anni, responsabili della morta dell’anziana donna
Secondo l’accusa i quattro, la notte fra il 22 ed il 23 dicembre 2010, provocarono la morte di Rosaria Abate dopo essere entrati nella sua abitazione di Francavilla di Sicilia. La donna, svegliata nel cuore della notte, iniziò ad urlare. Papa ed Emanuele Stagnitti la immobilizzarono e la legarono ad una sedia e per impedirle di urlare la imbavagliarono con una canottiera. La donna morì poco dopo soffocata. Poi picchiarono pure la sorella Vincenza di 91 anni che però se la cavò con un gran spavento ed alcune escoriazioni. Il quartetto fuggì dopo aver prelevato 6.200 euro e vari gioielli. Poco dopo la loro auto fu fermata per un controllo dai Carabinieri ad un posto di blocco a Giardini Naxos. Quando si sparse la notizia dell’omicidio a Francavilla gli investigatori sospettarono subito di quei giovani fermati nel cuore della notte, due dei quali avevano dei precedenti. Dopo giorni di pressanti interrogatori i quattro giovani di Graniti crollarono, confessando tutto.
(S.A.)
