L'agente di commercio torna al cospetto del giudice e ammette il delitto del 10 luglio
Barcellona – E’ stato un interrogatorio lungo e sofferto e ha segnato la svolta nelle indagini per l’omicidio di Salvatore Italiano. Dopo essersi inizialmente difeso, Giuseppe Cordici ha chiesto di tornare al cospetto del giudice ed ha cambiato versione, confessando. Il suo difensore, l’avvocato Nino Aloisio, ha prodotto una documentazione a corredo della confessione dell’agente di commercio.
L’agente di commercio vuota il sacco
L’uomo ha spiegato di essere andato all’incontro con il vicino di casa di 84 anni dopo l’ennesima comunicazione legale relativa a dissidi tra le due famiglie, dovute a questioni di confini. In particolare il giorno prima ai Cordici è stato notificato un accesso agli atti al Comune di Milazzo relativo alla pratica di uno stabile intestato alla moglie. Ecco perché quel faccia a faccia. Cordici ha perso la calma e ha esploso il fuoco dalla pistola regolarmente detenuta, che usava sovente per il tiro sportivo. Pistola che gli investigatori hanno trovato e sequestrato nella sua auto, anche questa posta sotto sigilli e passata alla Scientifica.
La pista degli investigatori
Nessuna sorpresa tra gli inquirenti: il sessantatreenne era stato arrestato pochi giorni dopo il delitto al termine dei primi accertamenti della Squadra Mobile. Per loro non c’erano dubbi sul fatto che fosse stato lui ad aver premuto il grilletto. Al primo interrogatorio di garanzia Cordici ha tentato di offrire una ricostruzione diversa, proclamandosi innocente. Ma gli inquirenti non gli hanno creduto e lo hanno lasciato in carcere.
