Filippo Piritore, all'epoca 30 anni e oggi 75, avrebbe sviato le indagini per il ritrovamento di un guanto ritrovato a bordo dell'auto
La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un’ordinanza del Tribunale di Palermo — Sezione del Giudice per le indagini preliminari, con la quale è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari all’indagato Filippo Piritore, ex funzionario di Polizia già in servizio presso la Squadra Mobile di Palermo ed ora in pensione.
Nei confronti dell’indagato, la Procura di Palermo ha formalizzato l’imputazione provvisoria di depistaggio “dichiarativo”.
Il fatto contestato si colloca nell’ambito delle indagini che la Procura conduce con riferimento all’omicidio del presidente della Regione Siciliana, Piersanti Mattarella, avvenuto il 6 gennaio 1980, evento che per la qualità della carica che la vittima svolgeva al momento del delitto, assume evidente carattere di ragione di specifico interesse pubblico.
L’indagato in particolare — sentito, nel settembre del 2024, dai magistrati della Procura quale persona informata sui fatti, in ordine alla ricostruzione delle vicende concernenti un guanto di pelle marrone di mano destra, ritrovato lo stesso giorno dell’omicidio a bordo della Fiat 127 utilizzata dagli assassini ma mai repertato né sequestrato da parte della Squadra Mobile — ha reso dichiarazioni rivelatesi del tutto prive di riscontro, con le quali ha contribuito a sviare le indagini in corso funzionali (anche) al rinvenimento del guanto (mai più ritrovato).
