Le novità dal processo all'ex poliziotto originario di Alì Terme, i tabulati telefonici e la testimonianza choc
Carmelo Cinturrino ha depositato i tabulati con la sua geolocalizzazione per dimostrare di non essere lui il presunto poliziotto in borghese che la sera del Capodanno 2025 avrebbe sparato in aria per disperdere un gruppo di tossicodipendenti e pusher del bosco di Rogoredo, perché a quella data si sarebbe trovato in Sicilia.
Il proccesso all’agente originario del messinese
E’ quanto emerge dai verbali dell’incidente probatorio depositati agli avvocati nell’inchiesta della Procura di Milano sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, il 28enne marocchino ucciso a Rogoredo il 26 gennaio, che vede l’agente del commissariato Mecenate, originario di Alì Terme dove vive la famiglia, accusato di decine di altri capi d’imputazione di estorsione, pestaggi e cessioni di droga a carico. Lo riporta l’agenzia La Presse.
Il racconto dei testimoni
Nelle udienze dello scorso 10 e 11 aprile davanti al giudice per le indagini preliminari di Milano, Domenico Santoro, uno degli amici di Mansouri, soprannominato Zack, ha parlato dell’episodio. “Eravamo insieme, stavamo festeggiando, sono arrivati due in divisa e tre o quattro in borghese, noi siamo scappati e loro hanno sparato in aria”, si legge nei verbali. “I tossici ci hanno detto che era Luca a sparare” ha aggiunto con riferimento al soprannome del poliziotto siciliano.
La versione del poliziotto di Alì Terme
Accusa negata fermamente da Cinturrino che nelle dichiarazioni spontanee ha parlato di “rabbia” per queste affermazioni. Ha detto che il 29 dicembre 2025: “con la mia famiglia sono partito da Milano direzione Sicilia per le ferie di Capodanno” e “lungo il tragitto ho pernottato in una struttura ricettiva con Booking”. “Sono arrivato a Messina” dove “ho soggiornato” fino al 5 gennaio 2026 prima di fare rientro a Milano “soggiornando lungo la tratta in un’altra struttura ricettiva, dove ci siamo ovviamente identificati”. Nel corso delle dichiarazioni sono intervenuti i legali dell’agente 41enne, gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, annunciando il deposito dei “tabulati con la geolocalizzazione” come forma di “riscontro della dichiarazione”. Documenti che afferiscono alle “celle” agganciate dall’utenza di Cinturrino e la “copia degli screenshot a colori delle prenotazioni relative alle strutture” che il gip ha ammesso al fascicolo, riporta ancora l’agenzia di stampa.
