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Falsi incidenti tra Taormina e Catania, tutti i nomi

Alessandra Serio

Falsi incidenti tra Taormina e Catania, tutti i nomi

lunedì 14 Luglio 2014 - 23:38

Medici, periti, avvocati, ortopedici, falsi testimoni e "procacciatori". E anche un dipendente delle Poste. Chi sono i 48 indagati dalla Finanza, sospettati di costruire incidenti falsi.

Gli 11 arresti del blitz First Aid sono soltanto la punta di un iceberg. Le vicende scoperte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Taormina e dal pm Liliana Todaro, relative ad un giro di truffe alle assicurazioni, sono infatti chiarite soltanto in parte. Così, accanto agli 11 arrestati ed a circa 20 incidenti che secondo gli investigatori sono certamente fasulli o comunque “taroccati”, ci sono altre 37 persone le cui posizioni sono ancora al vaglio, e decine e decine di sinistri stradali sospetti ma da approfondire. Per alcune posizioni, poi, il gip Maria Teresa Arena, siglataria del provvedimento cautelare, spiega chiaramente che si è di fronte a indizi gravi, ma per i quali il giudice non puó procedere per ragioni procedurali.
Ancora da chiarire, quindi, il ruolo dell’avvocato messinese Giuseppe Ricciardi, 49 anni, con studio anche nel catanese, il cui nome era giá emerso in una precedente inchiesta, anche allora relativa a truffe assicurative.

Ancora al vaglio la posizione del dottore Domenico Cotroneo (51), calabrese ma residente a Messina, e degli ortopedici Giovanni Pellegrino (41) e Gaetano Giuseppe Maria Palumbo, 44 anni. Complice delle menti della truffa, gli arrestati Sebastiano Messina e Lucio Parisi, in carcere da giovedì scorso, sarebbe anche Vincenzo Caruso (53), direttore della filiale delle Poste di Giarre-Altarello. Il responsabile dell’ufficio, secondo uno dei testimoni, inizialmente prestatosi a simulare un incidente, tratteneva i libretti postali aperti dagli attori dei sinistri, su richiesta di Messina, proprio per incassare la liquidazione inviata dalla compagnia assicurativa.

Sono state proprio le dichiarazioni di due “falsi incidentati” a far scattare le indagini. Le intercettazioni telefoniche e le indagini dei finanzieri hanno poi chiarito il quadro, facendo emergere una rete di complicità ancora sotto la lente.

Più chiaro sarebbe il ruolo di Rosario Genanti, il medico del Pronto soccorso dell’ospedale di Taormina andato ai domiciliari. Suoi i referti che certificano lesioni e danni pesanti agli attori dei sinistri simulati. Quando i finanzieri hanno chiesto la copia originale all’ospedale, peró, si sono accorti che i referti consegnati all’assicurazione erano falsi.

I professionisti sono stati poi intercettati a parlare in tono confidenziale con Messina e Parisi, risultavano sul libro paga dei due, sono stati “spiati” dagli investigatori ad intascare il corrispettivo del loro prestarsi alla truffa.

Accanto a medici, periti e avvocati, indagati anche, a vario titolo, i falsi testimoni e attori degli incidenti fasulli, residenti tra il taorminese e la zona di Acireale-Giarre. Coinvolte anche le mogli dei due arrestati e altri parenti: avrebbero riutilizzato il denaro intascato con le truffe acquistando immobili, moto e altri beni, sequestrati.

Ecco tutti gli altri nomi: Maria Pina Adornato, Luciano Pisa, di Fiumefreddo. Benito Alfio Arena e Torrisi Rosario, di Riposto. Santo Barbagallo, di Acireale. I taorminesi Salvatore Mirko Puglisi ( per lui il GIP ha negato l’arresto), Agatino Barbera; Walter Lutterotti, Carla Magno, Fabio Miano, Giancarlo Parlatore; Salvatore Moschella (ai domiciliari). Carmelo Cannavó, Leonardo Furnari, Salvatore Antonino Luna, Leonarda Parisi, Antonina Riolo, Maria Antonietta Romano; Carmelo Compagnino, Concetto Parisi e Luca Fazio, (ai domiciliari) di Giarre. Massimo Donato, Andrea Lionti, Rosa Puglia, Antonella e Cateno Raneri, Giuseppe Mobilia, Umberto Russo, Gianfranco Sabato, Giovanni Sorbello, Vincenzo Varrica, Rosario Daniele Furnari (ai domiciliari) di Gaggi. Carlo Nastasi (domiciliari) di Mascali; Francesco Orlando di Francavilla di Sicilia. Alfia Romeo, Antonino Ruberto (domiciliari) di Giardini Naxos. Giuseppe e Mario Russo, di Graniti; Venero Ragonese e Melania Raneri, di Calatabiano.

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