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Sfruttamento della prostituzione, due persone ai domiciliari, tre sottoposte ad obbligo di dimora

Sfruttamento della prostituzione, due persone ai domiciliari, tre sottoposte ad obbligo di dimora

martedì 04 Giugno 2013 - 09:32
Sfruttamento della prostituzione, due persone ai domiciliari, tre sottoposte ad obbligo di dimora

Dopo l'operazione "Dolce vita" oggi sono stati notificati 5 provvedimenti custodiali ad altrettante persone per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione

Dietro le apparenze di un circolo ricreativo no profit, c’era la gestione imprenditoriale di un locale pubblico, della zona tirrenica dove un’organizzazione era dedita allo sfruttamento della prostituzione di ragazze, per lo più straniere, fittiziamente registrate come socie della pseudo associazione.
Dopo l’operazione “Dolce Vita” che nell’ottobre 2012 ha portato all’esecuzione di 13 arresti ed al sequestro di 3 locali notturni, all’alba di oggi i poliziotti del Commissariato di Sant’Agata Militello hanno dato esecuzione ad un’articolata ordinanza cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Patti Scolaro su richiesta del sostituto procuratore Rosanna Casabona, che ha coordinato le indagini – a carico di 5 soggetti ritenuti gravemente indiziati di essere stati organizzatori, direttori e partecipi di un’associazione a delinquere finalizzata all’induzione di ragazze alla prostituzione ed allo sfruttamento di essa.
Ai domiciliari sono finiti Aldo Prestianni, 53 anni e Alfio Christian Vasi, 30 anni, entrambi residenti a S. Agata Militello, ritenuti rispettivamente il titolare del locale notturno ed il suo più stabile sodale e collaboratore. Mentre sono stati sottoposti ad obbligo di dimora Iryna Ievska, 32 anni di origini ucraine e residente a S. Agata, compagna di Prestianni, Salvatore Zingalses Botta, 37anni, collaboratore del sodalizio e Emanuele Nicola Peri, 34 anni residente a Cefalù e proprietario dell’immobile in cui si è svolto un incontro organizzato da Prestianni.
Come ricostruito nel corso delle indagini la finta associazione era denominata “Life” e gestiva di fatto un locale notturno a Sant’Agata Militello che rappresentava un famoso centro di richiamo per utenti provenienti da molte province siciliane, almeno fino al cambio di gestione avvenuto negli ultimi mesi del 2012.
Le indagini degli investigatori del Commissariato santagatese scattate dai sospetti sorti in esito ai controlli amministrativi svolti nel locale e sviluppate con pedinamenti, appostamenti ed intercettazioni telefoniche, hanno consentito di accertare che nel locale, dalle prime ore della notte e fino alle luci dell’alba, i molti clienti, mascherati da forme di un finto tesseramento, pagavano profumatamente per fruire di servizi dal contenuto variabile: consumazione di bevande, spettacoli di lap dance e spogliarelli, ma anche la compagnia delle ragazze, soprattutto straniere, reclutate con la mediazione di veri e propri impresari del settore, impiegate nel night e retribuite con fissi e provvigioni per erogare servizi erotici e sessuali, il cui prezzo veniva incassato direttamente dai gestori del locale secondo un preciso tariffario.
I servizi offerti erano variegati e il relativo costo proporzionale al prodotto offerto nonché alla durata delle prestazioni: dai 50 euro previsti per un fugace incontro di 10 minuti, nei “privé”, ai 170 euro richiesti per il “pacchetto completo” (emblematica denominazione di un più comodo incontro accompagnato dalla somministrazione di vino).
Durante le indagini sarebbe inoltre emerso che i gestori impiegavano le ragazze reclutate, organizzando incontri intimi in luoghi diversi dal locale notturno, anche fuori dal territorio provinciale: così gli investigatori hanno ricostruito un incontro “galante” organizzato dal titolare del night, in un appartamento di Cefalù, tra un ragazza sudamericana e vari clienti procacciati dal proprietario dell’immobile stesso.

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