Le corse clandestine a Giostra, il "rito" della domenica. Il cavallo di Tibia "veste" firmato VIDEO - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Le corse clandestine a Giostra, il “rito” della domenica. Il cavallo di Tibia “veste” firmato VIDEO

Veronica Crocitti

Le corse clandestine a Giostra, il “rito” della domenica. Il cavallo di Tibia “veste” firmato VIDEO

giovedì 30 Giugno 2016 - 22:11

Le corse clandestine che si svolgevano a Giostra, quasi ogni domenica mattina, davanti ad un pubblico di svariate persone provenienti da tutta la Sicilia. Al centro di tutto, la figura dell'esponente Luigi Tibia.

Cavalli dopati e lanciati lungo lo stradone di viale Giostra, alle prime luci dell'alba, fantini talvolta in ansia per le prestazioni degli animali, colpi di frusta e anabolizzanti per "caricare" al massimo i concorrenti, un enorme giro di affari tra scommesse e "puntate". Quello che avveniva a Giostra, la domenica mattina, aveva ormai il sapore di un rito tradizionale e consolidato nel tempo. Sono parecchie le gare clandestine documentate e "immortalate" nella maxi Operazione Totem che, ieri, ha portato all'arresto di 23 persone. Al centro di tutto, la figura di Luigi Tibia, leader indiscusso del Clan Giostra, burattinaio di tutti gli affari. Nelle informative di Squadra Mobile e Carabinieri c'è di tutto, dalle corse clandestine alle riunioni che si tenevano prima e dopo le gare, alle uscite per gli allenamenti. Una vera e propria routine, quella della domenica, che faticava a sparire nonostante i numerosi interventi delle Forze dell'Ordine. "Le ragioni di tale interesse sono da ricercare da un lato una passione per questo 'sport', dall'altro nella possibilità di conseguire guadagni legati alla raccolta delle scommesse sull'esito delle corse", si legge nel provvedimento firmato dal gip Monica Marino.

LE GARE. Le corse si svolgevano solitamente all'alba. Alcune avevano lo "start" alle 5, altre alle 6. I concorrenti arrivavano da tutta la Sicilia, soprattutto da Catania e Palermo. Era un "rito" dove ognuno svolgeva un ruolo stabilito. C'erano i venditori di cavalli che garantivano le buone prestazioni, c'era chi procurava i farmaci, c'erano i fantini (come Antonio Musolino, detto Putrisinu) che portavano gli animali, c'erano le stalle predisposte per il ricovero, c'erano gli addetti alla raccolta delle scommesse e alla consegna delle vincite.

Luigi Tibia aveva pensato a tutto, anche ad un casolare attrezzato a stalla, nella salita di Tremonti, dove lui stesso teneva i cavalli. Il grande giorno della domenica, la strada veniva presa d'assalto da motorini e macchine. I cavalli venivano portati dai fantini e fatti gareggiare su un percorso stabilito, in genere di due chilometri. Ogni animale veniva seguito a brevissima distanza da un motorino, e frustato affinché aumentasse le sue prestazioni, mentre il pubblico assisteva e riprendeva con le telecamere. Le scommesse venivano raccolte all'inizio e solitamente le singole puntate andavano dai 500 ai 2mila euro.

I montepremi potevano quindi sfiorare i 15mila euro, ma anche i 30mila. Chiunque perdeva, doveva assolutamente pagare. Se non poteva nell'immediato, si provvedeva attraverso Postpay ("dico io oppure che non puoi scendere ti do una Postpay e me li mandi un po' alla volta, non è un problema questo" si legge in un'intercettazione).

GLI ALLENAMENTI E LA PAURA PER LE FORZE DELL'ORDINE. Attraverso intercettazioni telefoniche e cimici piazzate su auto, gli agenti della Mobile coordinati dal dirigente Giuseppe Anzalone sono riusciti a svelare quasi tutti i retroscena delle gare vere e proprie. Tibia e i suoi, tra cui principalmente Calogero Smiraglia, Paolo Aloisio e Giuseppe Schepis, dedicavano parecchio tempo all'allenamento dei cavalli, alla loro collocazione nelle stalle (come quella allestita nella salita di Tremonti) e si vantavano della prestanza fisica dei loro animali (Tibia: "comandiamo tutta la Sicilia domenica"). Anche le tappezzerie dei calesse venivano scelte con cura, come quella griffata Piero Guidi che Tibia aveva pensato per il suo cavallo.

"Ma lo sai che gli sta bene la mascherina di Piero Guidi? Gliel'ho provata, gliel'ho provata però nel disegno", dice Tibia in una delle conversazioni intercettate.

Nonostante il timore per un intervento di Questura e Carabinieri, le gare venivano annullate di rado. Un esempio è quello "immortalato" nel marzo del 2014 quando Tibia, dopo aver annunciato che la domenica sarebbero arrivate più di 10mila persone per assistere alla gara, affermò: "Ma che fai scherzi? Ti dico che c'è l'inferno, se non c'è pure tre quarti di Questura e Carabinieri e riempiono tutto e non fanno correre! Ci sarà il fuoco, ci sarà".

LA COMPRAVENDITA DI CAVALLI. Alcuni animali venivano davvero da lontano. E' emblematico il caso di The Codger, il cavallo "tutto nero nero" acquistato all'asta di Doncaster, in Inghilterra, per 12mila sterline, poi comprato da Tibia per 2200 euro, compreso il passaggio di proprietà. Uno dei tanti, in realtà, che facevano parte della scuderia Bellavista del Clan Giostra. Il loro principale antagonista era la scuderia La Montagna che vantava i suoi Rocky, Loredan e Gerald. Diverse le gare intercettate tra i due rivali nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2014, poi finite dritte dritte nell'ordinanza firmata dal Gip Marino.

I VARI RUOLI. Ogni esponente del Clan, svolgeva un ruolo ben preciso. Accanto a Tibia, leader indiscusso nell'organizzazione, spiccavano Calogero Smiraglia, Paolo Aloisio e Giuseppe Schepis. Tra i fantini c'erano Antonio Musolino, poi sostituito da Natale Galli in quanto ritenuto non all'altezza del compito. Massimo Bruno, invece, era il proprietario della stalla dove erano ricoverati gli animali. C'era anche De Leo che veniva informato di tutte le gare e che era un punto di riferimento nella compravendita, mentre Paolo Mercurio e Vincenzo Misa aiutavano nell'organizzazione e nella gestione del denaro.

(Veronica Crocitti)

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8 commenti

  1. SaltaLaMacchia 1 Luglio 2016 08:21

    Ma veramente? A Messina le corse di cavalli?
    Bisogna essere sordo-cieco-muti ed abitare in un altra galassia per non accorgersene!

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  2. SaltaLaMacchia 1 Luglio 2016 08:21

    Ma veramente? A Messina le corse di cavalli?
    Bisogna essere sordo-cieco-muti ed abitare in un altra galassia per non accorgersene!

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  3. Praticamente non lo sapeva soltanto il mio gatto che viene da Milano delle corse clandestine ,ed ora di colpo le forze dell’ordine scoprono praticamente l’acqua calda?!!! Attività ambulanti abusive ovunque, lidi che lasciano quantità di spazzatura incredibile, altri ,vedi Torre Faro , che ogni sera accendono braci illegali che affumicano un’intera area e questa sarebbe una città in cui i controllori fanno il loro dovere ?!! Chissà , se anche quest’anno c’indigneremo ,per le frasi del Vecchioni di turno in vacanza ? Benvenuti nell’ultima città d’Italia..Il pesce fete dalla testa …

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  4. Praticamente non lo sapeva soltanto il mio gatto che viene da Milano delle corse clandestine ,ed ora di colpo le forze dell’ordine scoprono praticamente l’acqua calda?!!! Attività ambulanti abusive ovunque, lidi che lasciano quantità di spazzatura incredibile, altri ,vedi Torre Faro , che ogni sera accendono braci illegali che affumicano un’intera area e questa sarebbe una città in cui i controllori fanno il loro dovere ?!! Chissà , se anche quest’anno c’indigneremo ,per le frasi del Vecchioni di turno in vacanza ? Benvenuti nell’ultima città d’Italia..Il pesce fete dalla testa …

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  5. Strano ma vero ! Anche questa mattina(1/7/2016 ) alle ore 3.30 c’è stata una corsa sul viale Giostra .
    Il fatto è che le corse continuano ad esserci ,perché ????

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  6. Strano ma vero ! Anche questa mattina(1/7/2016 ) alle ore 3.30 c’è stata una corsa sul viale Giostra .
    Il fatto è che le corse continuano ad esserci ,perché ????

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  7. Moralizzatore 1 Luglio 2016 18:17

    A Messina si vede quello che si vuol vedere… Si sanno tante cose ma nessuno fa mai nulla…cmq in questa città manca il controllo in tutto e per tutto, poi ogni tanto si svegliano due tre giorni di controlli e poi svanisce tutto nel nulla Mah!

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  8. Moralizzatore 1 Luglio 2016 18:17

    A Messina si vede quello che si vuol vedere… Si sanno tante cose ma nessuno fa mai nulla…cmq in questa città manca il controllo in tutto e per tutto, poi ogni tanto si svegliano due tre giorni di controlli e poi svanisce tutto nel nulla Mah!

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