Operazione “Usura e Terrore” tra Reggio e Catania, sei arresti e due sospensioni nelle Forze dell’Ordine

Operazione “Usura e Terrore” tra Reggio e Catania, sei arresti e due sospensioni nelle Forze dell’Ordine

Dario Rondinella

Operazione “Usura e Terrore” tra Reggio e Catania, sei arresti e due sospensioni nelle Forze dell’Ordine

Tag:

venerdì 23 Gennaio 2026 - 14:27

Smantellato un presunto giro di usura tra Reggio Calabria e Catania, Coinvolti anche appartenenti alle Forze dell’ordine

REGGIO CALABRIA – Una operazione eseguita dalla Guardia di Finanza e dalla Questura di Reggio Calabria ha portato all’esecuzione di misure cautelari personali nei confronti di sei persone, nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di usura, estorsioni e atti persecutori. L’operazione si è estesa anche a Catania, dove sarebbero avvenuti alcuni episodi legati al racket.

Due indagati sono stati condotti in carcere, due posti agli arresti domiciliari e altri due sottoposti al divieto di avvicinamento alle persone offese. Disposte inoltre misure interdittive, la sospensione dal pubblico ufficio per dodici mesi, nei confronti di due appartenenti alle Forze dell’ordine e alle Forze Armate, accusati di aver collaborato con il gruppo criminale.

Contestualmente, le autorità hanno eseguito nove perquisizioni e un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per oltre 150 mila euro, somma ritenuta profitto dell’attività usuraria.

L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dalla Compagnia della Guardia di finanza di Villa San Giovanni, è partita dalle denunce di una vittima e dei familiari di un’altra persona ridotta indebitata. Gli inquirenti hanno ricostruito un sistema di usura che si reggeva sull’approfittamento dello stato di bisogno economico di diversi soggetti residenti tra Reggio Calabria e Catania.

Il modus operandi

Gli indagati, secondo la ricostruzione, offrivano inizialmente mediazione per ottenere prestiti bancari, pretendendo poi compensi usurari fino alla metà del capitale finanziato. Al mancato pagamento, sarebbero partite minacce, violenze e ritorsioni: aggressioni fisiche, minacce di morte, incendi di autovetture, persino un macabro “manifesto funebre” della vittima pubblicato su WhatsApp.

Tra i coinvolti, due complici, ora ai domiciliari, che avrebbero aiutato i principali responsabili a rintracciare le vittime mediante l’uso di strumenti tecnologici. Le consorti di due indagati sono invece accusate di aver sostenuto le azioni degli usurai, esercitando pressioni psicologiche sulle mogli delle persone offese.

Più grave la posizione dei due appartenenti alle Forze dell’ordine e alle Forze Armate, sospesi dal servizio: avrebbero fornito informazioni riservate e strumentazione istituzionale, tra cui microcamere e dispositivi GPS, in cambio di denaro.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari, e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva. Le procure di Reggio Calabria e Catania continuano a lavorare congiuntamente per ricostruire l’intera rete di rapporti illeciti che avrebbe consentito al gruppo di prosperare su minacce, paura e disperazione economica.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED