Metà della città metropolitana di Messina sarà senza rappresentanza, Rifiutata la logica della lista bloccata. Fa ben sperare l'ottimo risultato di 4 giovani: una ventata di nuovo.
Di seguito pubblichiamo la riflessione del prof. Giuseppe Fera sull’esito delle elezioni all’Ordine degli Architetti.
MESSINA – Torno brevemente sulle elezioni all’Ordine degli architetti che si sono concluse ieri sera con la scelta dei 15 componenti il nuovo Consiglio; torno per sottolineare due aspetti positivi e uno negativo che emergono dalla consultazione appena conclusa.
Sbagliato concentrare le elezioni nel seggio di Messina
Parto da quello negativo; quest’anno nel consiglio dell’Ordine metà della città metropolitana di Messina sarà senza rappresentanza, e mi riferisco al territorio dell’intera area tirrenica che va da Milazzo – Barcellona, fino a Santo Stefano di Camastra, Nebrodi compresi, conseguenza anche del notevole calo dei votanti. E’ fuori dubbio che questo sia il risultato assolutamente prevedibile della scellerata scelta di una parte del consiglio uscente di concentrare le elezioni nel seggio di Messina; se non fosse per l’elezione del collega Gaetano Scarcella, l’intera provincia non sarebbe rappresentata all’interno del consiglio; e questo è un limite grave con cui il nuovo consiglio dovrà fare i conti.
Positiva l’elezione di giovani architetti
Andiamo, invece, ai segnali assolutamente positivi che sono emersi. Il primo è l’ottimo risultato conseguito da quattro giovani colleghi che si affacciavano per la prima volta alla vita dell’ordine e che hanno ottenuto un personale successo; mi riferisco a Bruno di Sarcina, Lucia Alonci, Andrea Taranto e Martina Polimeni. Sono una ventata di nuovo all’interno del consiglio e l’espressione di un preciso segnale di voglia di rinnovamento che viene dagli architetti messinesi. A loro vanno le mie più fervide congratulazioni e l’augurio di un buon lavoro. Sono certo che sapranno interpretare al meglio il loro ruolo nell’interesse della categoria e sono felice che, al contrario di altri giovani colleghi, abbiano voluto rimanere qui al Sud per impegnarsi attivamente. Toccherà a loro fare tutto il possibile perché tanti giovani architetti, magari colleghi all’università, non siano costretti, come accade, ad andare a cercare lavoro altrove.
Superata la logica della scheda bloccata
L’altro aspetto positivo, visibile per chi ha seguito con attenzione lo spoglio delle schede, è che quest’anno sono tantissimi e molti, molti più degli anni precedenti, i colleghi che hanno rifiutato la logica della scheda bloccata, dei quindici voti dati in blocco alla stessa lista. Con il loro voto questi colleghi hanno voluto dare un chiaro segnale di rifiuto della logica di contrapposizione che le liste bloccate si portano dietro e che purtroppo hanno caratterizzato negativamente la politica degli ordini in questi anni. Il segnale chiaro che viene da tanti colleghi è che si sono scelti i nomi che si ritenevano più meritevoli indipendentemente dal loro essere in una lista o nell’altra. Un chiaro rifiuto della logica di governare l’Ordine a colpi di maggioranze e minoranze, che non ha certo giovato all’immagine della categoria ed ai risultati concreti.
Lavorare in armonia
Nel mio precedente intervento di alcuni giorni fa auspicavo che questo nuovo consiglio fosse in grado, nell’interesse della categoria tutta, di lavorare in armonia senza attriti e divisioni. E’ un auspicio che rinnovo qui affinché le logiche di contrapposizione siano messe da parte e la capacità di ognuno siano valorizzate al massimo, indipendentemente dalla lista nella quale sono stati eletti senza fare assurdi calcoli di maggioranze e minoranze
E mi rivolgo in particolare proprio ai giovani neo eletti Bruno, Lucia, Andrea e Martina, che eletti per la prima volta, non si portano dietro storie di contrapposizioni personali e che mi auguro sappiano per il futuro evitarle e lavorare per la massima cooperazione all’interno del consiglio. Auguri a tutti gli eletti e buon lavoro. (prof. Giuseppe Fera, architetto)
