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Ottavo cerchio: domani il processo, ieri 2 condanne

Alessandra Serio

Ottavo cerchio: domani il processo, ieri 2 condanne

martedì 10 Novembre 2020 - 10:18

Condannato il faccendiere Marcello Tavilla mentre domani comincia il processo per gli altri imputati di Ottavo Cerchio, l'inchiesta sui lavori al Genio Civile di Messina

Si apre domani il processo Ottavo Cerchio, l’inchiesta della Squadra Mobile di Messina su una serie di lavori al Genio Civile e i rapporti tra Antonino Bonaffini detto “Ninetta” e Marcello Tavilla. Entrambi hanno già definito la loro posizione in primo grado, e il processo che si aprirà domani riguarderà perciò imprenditori e funzionari coinvolti.

Marcello Tavilla, Antonino Bonaffini
Marcello Tavilla, Antonino Bonaffini

Proprio ieri, davanti al giudice per l’udienza preliminare Fabio Pagana, Marcello Tavilla è stato condannato a 7 anni di reclusione. Il suo legale, l’avvocato Salvatore Silvestro, ha scelto per lui e la compagna Cinzia Fiorentino il rito abbreviato, e il processo si è concluso con la condanna a 4 anni e 2 mesi per lei. L’Accusa – il Pm Antonio Carchietti – aveva chiesto per entrambi pene lievemente più alte. Ninetta invece aveva definito la sua posizione l’estate scorsa.

Il giudice aveva invece rigettato le richieste di patteggiamento dei costruttori Giuseppe Micali e Pietro Ferrante, che perciò affronteranno il processo a partire da domani, assistiti dagli avvocati Pietro Venuti, Alessandro Billè e Tommaso Autru,e torneranno a discutere il patteggiamento davanti al giudice di primo grado.

Il blitz della Polizia è scattato a marzo scorso. Le accuse vanno, a vario titolo, dalla corruzione all’accesso abusivo al sistema informatico, passando per il trasferimento fraudolento di valori. Gli investigatori, attraverso una cimice ben piazzata nella macchina di Tavilla, hanno ricostruito i suoi movimenti per ottenere lavori, sia al Genio Civile di Messina che commesse private insieme ad altri soggetti, dall’appaltatore Micali a Ferrante.

Sotto la lente anche i suoi rapporti con “Ninetta”, un nome noto agli investigatori e alle cronache per il suo spessore, nel frattempo coinvolto, a metà agosto, nell’inchiesta che ha portato ai domiciliari un carabiniere della polizia giudiziaria in servizio a Messina, il maresciallo Salvatore Bonavolontà, che proprio ieri è stato condannato ad un anno e 8 mesi (pena sospesa) in abbreviato. Per questa seconda inchiesta Bonaffini e il figlio Filippo hanno invece scelto il rito ordinario e sono stati rinviati a giudizio.

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