Outdoor Fest a Longi. I Nebrodi protagonisti del turismo esperienziale

Outdoor Fest a Longi. I Nebrodi protagonisti del turismo esperienziale

Pippo Trimarchi

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Dal 31 maggio al 2 giugno il patrimonio naturalistico in cui è immersa Longi ha offerto agli escursionisti emozioni indimenticabili

Quattro giorni di escursioni, esperienze emozionanti, condivisione di idee. Questo è stato l’Outdoor Fest organizzato a Longi dall’Associazione Naturalistica La Stretta, portati avanti con passione da Barbara Cangemi e Calogero Castano. Dal 30 maggio al 2 giugno, trekking, canyoning e arrampicate hanno avvicinato un nutrito gruppo di appassionati alla bellezza dei Nebrodi.

Tutto è cominciato con la cerimonia di intitolazione ad Antonio Araca del Parco Avventura che riaprirà tra qualche settimana i battenti dopo un lungo periodo di chiusura. La comunità di Longi ha voluto, così, celebrare il ruolo fondamentale svolto da Araca, recentemente scomparso, nella nascita e lo sviluppo di una struttura che unisce divertimento e rispetto per la natura.

La monumentale bellezza delle Rocche del Crasto

Ha preso, poi, il via la prima esperienza di trekking. L’obiettivo da raggiungere erano Le Rocche del Crasto. Un cammino che rende sostenibile la fatica per le bellezze dalle quali è circondato ma che, soprattutto, conduce a un vero e proprio luogo dell’anima. Un vasto pianoro circondato da colline che ne esaltano l’energia positiva. Tra cavalli in libertà e capre al pascolo l’immersione nella natura è totalizzante e non lascia spazio ai cattivi pensieri.

Il Rifugio del Sole

Alle Rocche del Crasto, in un contesto isolato dal mondo, gli escursionisti hanno trovato l’accoglienza del Rifugio del Sole, che tra sedute di paglia e rustici tavolini, si inserisce con la giusta discrezione in un meraviglioso contesto ambientale. Lo gestisce Angelo Pidalà, un longitano che, ottenuto successo con l’attività di parrucchiere a Roma, ha deciso qualche anno fa di tornare alle origini. Il tramonto del sole sul Mar Tirreno ha reso spettacolare l’esperienza che è proseguita con la degustazione dei piatti preparati da Angela Pidalà e dalla sua assistente in cucina con i prodotti della terra, annaffiati con una sangria perfetta. Il ritorno a Longi alla luce della luna ha suggellato un’esperienza indimenticabile.

La cascata del Catafurco

Nei giorni successivi il programma dell’Outdoor Fest prevedeva l’escursione alla cascata del Catafurco. Un percorso agevole anche se fonte di qualche fatica per alcune salite un po’ ripide ma brevi. Nella giornata di lunedì 1 giugno, i partecipanti hanno potuto godere della sapiente e amichevole guida di Gerson, all’anagrafe Calogero Franchina. Il soprannome, che ormai ha preso il posto delle sue vere generalità, gli è stato a suo tempo attribuito dai compaesani di Galati Mamertino, per la sua somiglianza con il famoso calciatore brasiliano degli anni ’70. Gerson è un vero fuoriclasse dell’accoglienza e un amante senza confini del suo territorio.

La cascata del Catafurco

Anche in questo caso le dolci colline dei Nebrodi hanno fatto da scenario a un cammino reso sostenibile da una successione di fontane di acqua fresca e leggera. La cascata, incastonata in un anfratto roccioso, ha sublimato la fatica per raggiungerla. Gli escursionisti attrezzati a dovere si sono anche immersi nel catino d’acqua formato dalla cascata, ricevendone refrigerio ed emozione.

Il percorso ad anello del bosco di Mangalaviti

L’ultima giornata della manifestazione naturalistica di Longi prevedeva l’escursione al bosco di Mangalaviti, con la sapiente guida di Barbara Cangemi, Non ci poteva essere scelta migliore per condividere il momento conclusivo dell’evento. La fitta trama di faggi che si aprivano talvolta a spianate di fiori popolate da farfalle ha assicurato ai camminatori un’esperienza che non si può dimenticare e senz’altro da ripetere. Consumare, poi, seduti sull’erba il pasto a base di pane, salame e vino buono assicurato dal solito Gerson è stato impareggiabile.

Come nota negativa c’è solo da rilevare l’eccessivo transito di jeep e moto da Enduro. I danni al terreno provocati da questi mezzi sono evidenti e la loro presenza è incompatibile con una sostenibile fruizione del Parco dei Nebrodi di cui il bosco di Mangalaviti fa parte.

L’amichevole accoglienza degli abitanti di Longi

Oltre alle esperienze sin qui descritte. l’Outdoor Fest ha proposto altre iniziative come arrampicate e canyoning che hanno offerto ai partecipanti la possibilità di immergersi con modalità emozionanti nel ricco contesto ambientale di Longi. Per non parlare, poi, dei prodotti culinari tradizionali proposti da diverse aziende del luogo che costituiscono, ove ve ne fosse bisogno, un ulteriore elemento di richiamo per chi ama alimentare con il viaggio un’aspirazione di felicità.

I Nebrodi, luogo ideale per un turismo esperienziale

Un comprensorio così vasto e dotato di un patrimonio naturalistico di assoluto pregio come i Nebrodi, merita di diventare meta privilegiata del cosiddetto turismo esperienziale, tanto amato in Italia e nel mondo. Da questo punto di vista, iniziative come l’Outdoor Fest di Longi costituiscono un veicolo fondamentale di promozione del territorio. Ed è senz’altro da apprezzare il meritorio, quanto faticoso lavoro organizzativo dell’Associazione Naturalistica La Stretta di Barbara Cangemi e Calogero Castano, che non finiremo mai di ringraziare per averci invitato alla manifestazione, alla quale la Regione siciliana e il comune di Longi hanno concesso il loro sostegno.

Il ruolo della Città Metropolitana di Messina

L’auspicio è che i comuni dei Nebrodi riescano a lavorare in sinergia, in un’ottica di sistema, come sostiene opportunamente il sindaco di Longi, Calogero Lazzara. L’escursionismo può essere senz’altro una delle leve di sviluppo del territorio ma servono sistemi di collegamento più efficienti, strade meno dissestate, sentieri con un’adeguata segnaletica. Da questo punto di vista, le istituzioni devono la loro parte in termini di programmazione e di realizzazione concreta degli interventi necessari. Il riferimento va, in particolare, alla Città Metropolitana di Messina.

Il ruolo dell’Ente Parco dei Nebtodi

Anche l’ente Parco dei Nebrodi dovrebbe mettere in atto la necessaria attività di promozione del territorio anziché limitarsi ad amministrare divieti, senza magari riuscire a farli rispettare come nel caso delle jeep e delle moto da Enduro che devastano il Parco. Il suo attuale presidente, Domenico Barbuzza, lamenta una carenza di fondi che rende difficoltosa l’operatività del Parco. Speriamo che la Regione dia risposte concrete alle sue lamentele. Se ciò avvenisse, com’è lecito attendersi, non ci sarebbero più alibi e sussisterebbero i presupposti per un cambiamento sostanziale di percorso.

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