Tentato omicidio a Gualtieri Sicaminò, carabinieri identificano e arrestano l'attentatore - Tempo Stretto

Tentato omicidio a Gualtieri Sicaminò, carabinieri identificano e arrestano l’attentatore

Tentato omicidio a Gualtieri Sicaminò, carabinieri identificano e arrestano l’attentatore

lunedì 23 Maggio 2016 - 09:39
Tentato omicidio a Gualtieri Sicaminò, carabinieri identificano e arrestano l’attentatore

Le motivazioni alla base dell'agguato non sono ancora certe, sebbene siano emersi forti attriti tra l'aggressore e la vittima per un presunto debito nell'ambito della criminalità locale.

Ha tentato di uccidere un noto pregiudicato di 46 anni quando, lo scorso 21 aprile, in sella un motorino, si è piazzato davanti l'abitazione della sua vittima ed ha iniziato a sparare dei colpi con un fucile. Sono pesanti le accuse per Emanuele Di Salvo, ventunenne di San Filippo del Mela, volto noto alle forze dell'ordine. Il ragazzo si trova adesso nel carcere di gazze per i reati di tentato omicidio e detenzione e porto il legale di armi.

I fatti risalgono allo scorso aprile quando la piccola frazione di soccorso del Comune di Gualtieri Sicaminò fu sconvolta dal violento episodio. Le indagini immediate del Nucleo Operativo di Milazzo, della stazione di Pace del Mela e della Compagnia mamertina coordinata dal capitano Antonio Ruotolo sono riuscite velocemente a chiudere il cerchio sull'attentatore.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Di Salvo, quella sera, arrivò davanti all'abitazione del quarantaseienne con il chiaro intento di ucciderlo. E' stata soltanto una reazione fortunata della vittima ad evitare che si consumasse la tragedia. L'uomo stava aggiustando un motorino nel vicoletto cieco su cui sorge la sua casa quando, insospettito dal rumore anomalo di uno scooter, è riuscito in tempo a lanciarsi addosso alla moglie, dietro la porta di casa, ed evitare che gli spari lo raggiungessero. Quella sera, Di Salvo esplose con un fucile a canne mozze due colpi a pallini calibro 16 ad altezza uomo. I proiettili, andati a vuoto, si conficcarono nella porta d'ingresso della casa. Poi l'attentatore, resosi conto del fallimento dell'agguato, scappò con il motorino facendo perdere le proprie tracce.

Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica del Tribunale di Barcellona Rita Barbieri e dal Procuratore capo Emanuele Crescenti, nel giro di un mese, sono riuscite a dare i frutti. Secondo quanto dichiarato, le motivazioni alla base dell'agguato non sarebbero ancora certe, sebbene siano emersi forti attriti tra l'aggressore e la vittima per un presunto debito nell'ambito della criminalità locale. (Veronica Crocitti)

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