La sezione di Messina sollecita "con fermezza l'amministrazione per l’acquisizione e la tutela di un patrimonio unico della città"
MESSINA – “Il Comune lo salvi”. L’Ordine degli architetti della provincia di Messina esprime “profonda preoccupazione per il perdurare dello stato di abbandono in cui versa Palazzo Formento (sul Viale della Libertà, accanto alla chiesa del Ringo, n.d.r.). E sollecita con fermezza l’amministrazione comunale ad attivare ogni procedura utile all’acquisizione dell’immobile e alla definizione di un percorso condiviso con la Regione siciliana, la Soprintendenza e la proprietà, affinché si possa finalmente avviare un progetto di messa in sicurezza e valorizzazione”.
Spiega l’Ordine: “Va tutelato uno degli ultimi e più preziosi esempi di architettura settecentesca sopravvissuti ai terremoti del 1783 e del 1908. Gli eventi degli ultimi mesi – dal cedimento del tetto causato dalla caduta di rami di ficus durante il maltempo alle ripetute segnalazioni di rischio statico – confermano l’urgenza di un’azione istituzionale chiara, tempestiva e risolutiva”.
E ancora: “Il palazzo, oggi in condizioni critiche, rappresenta un patrimonio architettonico e culturale di valore inestimabile, non solo per la sua rarità tipologica, ma per il ruolo identitario che ricopre nel tessuto storico della città. La sua eventuale perdita costituirebbe un danno irreparabile per Messina e per le generazioni future. Per queste ragioni, Le interlocuzioni avviate nei mesi scorsi non possono rimanere sospese: la città non può permettersi ulteriori rinvii. In un momento in cui Messina discute del proprio futuro urbano, Palazzo Formento non può essere lasciato a un destino di degrado. È necessario un gesto di responsabilità istituzionale che trasformi un’emergenza in un’opportunità: restituire alla comunità un bene storico, rigenerarlo e trasformarlo in un presidio culturale”.
L’Ordine degli architetti “ribadisce la propria disponibilità a collaborare, offrendo competenze tecniche e supporto progettuale, nella convinzione che la tutela del patrimonio non sia un tema settoriale, ma un dovere civico”.

Domanda all’Ordine degli Architetti: La messa in sicurezza e la ristrutturazione consentirebbero l’uso dell’edificio per la realizzazione dell’Archivio di Stato? Quale migliore utilizzo potrebbe esserci per un archivio storico se non un palazzo storico? Sarebbe cosa buona e giusta finalmente un impegno “Pubblico” per la realizzazione di un “Archvio ” destinato ad un servizio Pubblico identitario di una città