Palmi. Ricordati i carabinieri Fava e Garofalo, 32 anni dall’agguato mafioso sull’A2

Palmi. Ricordati i carabinieri Fava e Garofalo, 32 anni dall’agguato mafioso sull’A2

Redazione

Palmi. Ricordati i carabinieri Fava e Garofalo, 32 anni dall’agguato mafioso sull’A2

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lunedì 19 Gennaio 2026 - 14:13

PALMI – Nella notte del 18 gennaio 1994, durante un servizio esterno lungo l’allora A-2 Salerno–Reggio Calabria, due Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Palmi persero la vita in un agguato di matrice mafiosa. A distanza di 32 anni, il loro sacrificio è stato ricordato nel Reggino con una cerimonia solenne.

Gli Appuntati Scelti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, insospettiti da un’autovettura nei pressi del km 420 dell’autostrada, si avvicinarono per un controllo. Dalla vettura partirono improvvisamente numerosi colpi di arma da fuoco che colpirono mortalmente i due militari.

Le successive indagini ricondussero l’attentato a una strategia criminale condivisa tra cosche di ’ndrangheta calabrese e mafia siciliana, particolarmente violenta negli anni ’90 e mirata a colpire le Istituzioni e i loro rappresentanti.

Nella giornata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, alla presenza del Generale di Divisione Riccardo Sciuto, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, insieme alle autorità civili, militari e giudiziarie e ai familiari delle vittime, hanno reso omaggio ai due colleghi caduti.

La commemorazione ha avuto inizio a Palmi, presso la Chiesa di San Rocco, con una messa in suffragio officiata da S.E.R. Mons. Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. Successivamente, una corona d’alloro è stata deposta nell’area di sosta dell’autostrada, poco prima dell’uscita di Scilla, luogo in cui avvenne l’agguato e dove oggi sorge il monumento dedicato ai due Carabinieri.

Anche quest’anno, la presenza congiunta dei militari in servizio e dei familiari ha rappresentato un segno tangibile dell’inscindibile legame che unisce l’Arma ai suoi caduti e alle famiglie che hanno pagato il prezzo più alto nell’adempimento del dovere.

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