Il caso al Tribunale di Messina. Il 54enne della provincia era accusato di maltrattamenti a figlio e moglie
Messina – E’ stato assolto da tutte le accuse il 54enne di un piccolo centro della zona di Milazzo, accusato di maltrattamenti in famiglia. Al processo di primo grado, infatti, le ipotesi di reato non hanno retto. In particolare il giudice Umberto Santoro non ha trovato prove “oltre ogni ragionevole dubbio” contro l’imputato, difeso dagli avvocati Marianna Barbaro e Tommaso Calderone. E’ emerso un profondo disagio del minore – scrive in sostanza il giudice nelle motivazioni del verdetto – una estrema litigiosità tra moglie e marito, ma non una prova concreta contro di lui per i casi di maltrattamenti contro il figlio.
Il racconto delle botte
L’Accusa aveva chiesto la condanna del 54enne, richiesta condivisa dai legali di parte civile, gli avvocati Salvatore Silvestro, Maria Rita Ielasi e Rina Frisenda. I fatti risalgono al 2016 e sono emersi dopo l’intervento dei Carabinieri dopo l’ennesima lite tra il padre e la madre del bambino, che allora aveva appena 8 anni. La madre era stata refertata in ospedale per le lesioni procurate dalla lite violenta col marito. Sentito il figlio, aveva raccontato di essere stato sgridato e chiuso a chiave dal padre, che lo insultava pesantemente e minacciava anche di morte. Secondo il bambino, però, il padre lo avrebbe anche colpito duramente a calci e pugni alla schiena, lo avrebbe afferrato alla gola, lo avrebbe costretto a baciargli i piedi.
Il verdetto
Ma i testimoni minano la credibilità del ragazzino, scrive il giudice in sentenza nell’assolvere l’imputato: il bimbo potrebbe essere stato “influenzato” dal conflitto tra madre e padre insomma. Secondo il Tribunale di Messina sono invece provate le lesioni alla moglie, ma il reato è prescritto. Il verdetto, quindi, è totalmente liberatorio per il 54enne.
