Il caso della rider infortunata, le presunte pressioni per ottenere il licenziamento e l'indagine Festina Lente
Messina – Anche a Messina, come denunciato da anni dalle sigle sindacali, i rider venivano sfruttati e sottopagati. Lo dimostrano, secondo la Procura, gli esiti dell’operazione Festina Lente, indagine dei Carabinieri sfociata in 4 avvisi di garanzia a carico dell’allora amministratore di Mylillo e tre collaboratori. La società di food delivery messinese è in liquidazione e oggi lavora sotto un altro marchio.
La parabola Mylillo
Fino al 2025 il suo ad Gianluca Penna era impegnato a far crescere il business, cercando di imitare i colossi del settore. Dietro, però, c’erano rider pagati 2 euro e 40 centesimi a consegna, e impiegati in condizioni di lavoro incompatibili con le normative nazionali. L’indagine del sostituto procuratore Marco Accolla è ancora in corso, ipotizza una lunga serie di reati che nel prosieguo andranno al vaglio dei giudici, davanti ai quali Penna potrà difendersi.
Le intercettazioni
Intanto dall’informativa depositata dai carabinieri del Nucleo Ispettorato emergono diversi dettagli che sono alla base delle ipotesi accusatorie mosse dalla Procura di Messina. In particolare alcune conversazioni intercettate. Come quella del 2024 – sotto riportata – tra Penna e una rider vittima di un infortunio che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata sottoposta a pressioni psicologiche finalizzate a ottenere le sue dimissioni.
-Gianluca Penna: “Io non posso spendere mille e cinquecento euro al mese perché tu stai in malattia. – – Rider: allora licenziami tu… mettici la motivazione che dici qual è …siccome si è fatta male non la voglio pagare…mettici la motivazione che ti pare a te… che cacchio di motivazione è si è fatta male!!!??… (…) ma perché mi devo licenziare? lo questo non capisco!” -G. P.: “Ma stai facendo un danno grandissimo all’azienda!” – R.: “Ma poi faccio un danno verso di me… mi prendono la macchina! Non gli pago più l’affitto di casa… ma io il danno lo faccio verso di me.. ma tu pensi che campo con l’aria?” – G.P.: “Va bene, va bene, eh, quindi va bene…. continuo a regalare lo stipendio…?” – R.: “Ma io finisco in mezzo ad una strada, questa è la tua soluzione” G.P.: “Ma io che ti posso fare… (incomprensibile)… ti sto offrendo un posto di lavoro come rider… tu non lo vuoi fare…e io che colpa ne ho?” – (…) (…) Gianluca Penna: “No, non sto pensando a me! lo sto pensando all’azienda!” – R.: “All’azienda! Sono sicura che per colpa mia se n’è andata in bancarotta l’azienda! Perché a volte fai pensare come se per una persona sola l’azienda se ne va in bancarotta.. perché questo mi stai facendo capire… che per colpa mia, che sono a casa ferma in malattia, ti fallisce l’azienda! Cioè sottilmente stai dicendo questo… Io sono scioccata!”.
