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Case popolari di Bisconte, morosità con l’Enel. Ascensori fuori uso e niente acqua

Case popolari di Bisconte, morosità con l’Enel. Ascensori fuori uso e niente acqua

giovedì 14 Maggio 2015 - 08:31
Case popolari di Bisconte, morosità con l’Enel. Ascensori fuori uso e niente acqua

Nella palazzina dei 189 alloggi, alcuni inquilini non pagano canone d'affitto né altre spese. Così l'Enel ha sospeso l'erogazione dell'energia elettrica, che non consente neppure il funzionamento delle pompe di sollevamento per la distribuzione idrica. Il consigliere comunale Nino Carreri chiede controlli precisi su chi non paga

"Ancora storie di un risanamento che non funziona, ancora problemi che si aggravano di giorno in giorno e che mettono a dura prova l'esistenza stessa delle persone". Il consigliere comunale del Patto dei Democratici per le riforme, Nino Carreri, torna ad accendere i riflettori sul risanamento di Bisconte e lo fa denunciando l'ennesima storia di degrado che mortifica un importante porzione di territorio messinese.

"Da qualche giorno – evidenzia Carreri – una delle palazzine facenti parte del complesso Iacp di Bisconte 189 alloggi è totalmente all'asciutto. Non si tratta di un problema legato alla distribuzione dell'acqua bensì al mancato pagamento delle fatture Enel relative ai consumi delle pompe di sollevamento. Ero già intervenuto più volte per segnalare il mancato funzionamento degli ascensori causati dal distacco per morosità dell'energia elettrica ma questo episodio supera ogni immaginazione. Famiglie di anziani, o con bambini piccoli, prigionieri in casa e senza acqua a causa dei tanti, troppi furbetti che non pagano assolutamente nulla. Niente canone di affitto, niente quote condominiali, niente bollette, niente di niente”.

“Senza fare di tutta l'erba un fascio – ha proseguito il consigliere Carreri – ed al netto di quelle situazioni, frutto di una crisi economica senza precedenti che, per la loro gravità, meriterebbero certamente l'attenzione dei servizi sociali, credo sia giunto il momento di fare una profonda riflessione sui metodi di gestione del patrimonio immobiliare, frutto di anni ed anni di confusione amministrativa e burocratica, frutto di speculazioni e di pratiche al limite della legalità che hanno portato a creare dei veri e propri ghetti".

Secondo Carreri, “bisogna cominciare a pensare a dei metodi per garantire i servizi minimi e a fare dei controlli sulle reali condizioni economiche dei nuclei familiari. Fatti i dovuti accertamenti, affidare al sostegno dei servizi sociali i nuclei svantaggiati e cominciare a dare il ben servito ai furbetti. La casa è un diritto garantito costituzionalmente, e su questo non ci piove, ma la costituzione insieme ai diritti assegna anche precisi doveri".

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