Il segretario di Cgil Patti, Stefano Maio, prende posizione sull'aumento dell'aliquota votato dal Consiglio Comunale: "Il tempo dirà quanto pagano le scelte fatte per senso di responsabilità!"
Patti – All’indomani del voto favorevole espresso dalla maggioranza del consiglio comunale relativamente all’aumento dell’aliquota Imu su seconda casa all’1,05%, è arrivata puntuale la presa di posizione della CGIL di Patti. “Già ad aprile 2011 in piena campagna elettore per l’elezione del sindaco – si legge nella nota a firma del segretario Stefano Maio – con una lettera aperta a tutti i candidati, avevamo già anticipato che il comune di Patti avrebbe avuto negli anni 2011 e 2012 minori trasferimenti superiori a 1,5 milioni di euro”. Secondo Maio l’attuale amministrazione comunale avrebbe avuto oltre un anno di tempo per tentare di affrontare i problemi legati al bilancio comunale. Problemi che, a detta del segretario Cgil, l’amministrazione avrebbe potuto risolvere attraverso l’adozione di scelte necessarie, a partire dai risparmi di gestione e dai tagli possibili, portando avanti un’energica azione di contrasto rispetto al fenomeno dell’evasione. Dure anche le critiche rivolte agli 11 consiglieri che hanno approvato l’aumento dell’aliquota: “bisognava valutare con particolare attenzione l’impatto che un’aliquota maggiorata avrebbe determinato sull’economia pattese, interessata da anni da un progressivo ed inarrestabile declino. Forse non si è considerato bene che c’è in atto un’emergenza sociale derivante dalla crisi economica”, ha affermato il sindacalista, riferendosi ad anziani, pensionati, disoccupati e disabili che nel futuro saranno sempre meno garantiti da un sistema di welfare non più in grado di farsi carico delle nuove povertà. “I consiglieri comunali – ha incalzato il sindacalista – sanno che la pressione fiscale dei cittadini di Patti era insostenibile e con l’aumento dallo 0,76 all’1,05 % la situazione per molte famiglie diventerà sempre più difficile”. Secondo Maio la politica pattese avrà modo nei prossimi mesi di verificare se tale scelta riuscirà a garantire il vincolo del patto di stabilità: “le premesse – ha precisato – non sembrano buone stante la perdurante e allarmante situazione finanziaria”. Stigmatizzato, infine, anche l’appello al senso di responsabilità dei consiglieri di opposizione appartenenti al gruppo Venuto: “continuiamo a pensare – ha concluso il segretario di Cgil Patti – che era possibile contenere la pressione tributaria nei confronti delle famiglie più disagiate, lasciando il saldo sullo 0,76% e facendo la scelta di fare pagare meno e fare pagare tutti. Il tempo dirà quanto pagano le scelte fatte con il senso di responsabilità! Nel tempo i cittadini pattesi giudicheranno”.
