Procedimento di accertamento e riconoscimento invalidi civili: Cgil e Inca bacchettano l'Inps.

Procedimento di accertamento e riconoscimento invalidi civili: Cgil e Inca bacchettano l’Inps.

Procedimento di accertamento e riconoscimento invalidi civili: Cgil e Inca bacchettano l’Inps.

giovedì 18 Ottobre 2012 - 17:31

A sollevare il polverone la vicenda di un'invalida pattese, malata oncologica, in attesa di visita da due anni. Per i sindacalisti Maio e Collorafi si tratta di un caso vergognoso. Minacciato il ricorso all'autorità giudiziaria.

«Da quando, i1 1° gennaio 2010, l’intera gestione dei procedimenti di accertamento e riconoscimento delle invalidità civili è stata assunta dall’INPS, le situazioni sono peggiorate». Ad affermarlo sono Stefano Maio e Lucia Collorafi, rispettivamente segretario Cgil e responsabile Inca delle sedi di Patti. «A suo tempo – spiegano i due – l’Istituto con molta enfasi aveva annunciato l’avvio di una procedura informatica e telematica che avrebbe garantito, oltre alla piena trasparenza degli atti, una maggiore celerità dei procedimenti a tutto vantaggio delle fasce più deboli della popolazione. Ma, ad oltre due anni dall’entrata in vigore della Legge 102 del 2009, vengono continuamente segnalati gravi disagi e disguidi da parte di persone che attendono da anni i certificati di invalidità, di handicap e di disabilità, essenziali non solo per ottenere eventuali provenienze economiche, ma anche per accedere a prestazioni sanitarie e sociali e per iscriversi alle liste del collocamento». Per i due rappresentanti sindacali i presunti disguidi e ritardi dell’Asp5 e dell’Inps di Messina starebbero rendendo la vita difficile a tante famiglie e, soprattutto, alle persone che soffrono di patologie gravissime e che aspettano i famosi 120 giorni per avere diritto all’assistenza. L’amara considerazione nasce dal caso, definito da Maio e Collorafi «vergognoso», della 58enne pattese C.L.M., malata oncologica che da oltre un anno aspetterebbe di essere convocata per una visita. «Alla beffa – incalzano i due sindacalisti – si aggiunge il danno di non poter usufruire di tutti i benefici, compresi quelli economici, che le spettano di diritto». Maio e Collorafi affermano inoltre di aver sollecitato più volte, nei mesi scorsi, sia la Direzione Provinciale che quella Regionale dell’INPS e il Commissario dell’ASP 5 di Messina, e di aver chiesto all’Assessorato alla Salute l’avvio di un’indagine ispettiva volta a verificare eventuali responsabilità di fronte alla legge. A quanto pare, però, nulla sembra essere cambiato «e forse – suppongono i rappresentanti sindacali – è il caso di domandarsi se la scarsa trasparenza nella gestione, nei risultati e nei costi economici e sociali della nuova procedura non contrasti volutamente con la necessità di svolgere accuratamente i controlli sui falsi invalidi». A questo punto la questione potrebbe finire di fronte all’Autorità Giudiziaria, «sempre che – concludono Maio e Collorafi – chi è tenuto a farlo non voglia finalmente rispondere alle nostre sollecitazioni»

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