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#PedalaXlaTerra: challenge fotografica contro l’abbandono dei rifiuti

Matteo Arrigo

#PedalaXlaTerra: challenge fotografica contro l’abbandono dei rifiuti

martedì 08 Dicembre 2020 - 10:13

Bike Therapy lancia la campagna di sensibilizzazione finalizzata a una challange fotografica in cui invita tutti i ciclisti e non solo a raccogliere i rifiuti che si incontrano per strada e buttarli negli appositi contenitori. Si possono postare le foto su Instagram o Facebook, sul proprio profilo, ed aggiungere l'hashtag ideato ad hoc #pedalaxlaterra

Bike Therapy lancia la campagna di sensibilizzazione #PedalaXlaTerra finalizzata a una #challange fotografica in cui invita tutti i ciclisti e non solo a raccogliere i  rifiuti che si incontrano per strada e buttarli negli appositi contenitori, quando possono e vogliono, con la finalità di aiutare l’ambiente, la sua e la nostra salute! Si possono postare le foto su Instagram o Facebook, sul proprio profilo, ed aggiungere  l’hashtag ideato ad hoc #pedalaxlaterra.

La Challenge #pedalxlaterra del progetto Bike Therapy di Elena Giardina, attivista, giornalista ed economista ambientale, è nata per una creare una corretta informazione e per contrastare il problema attuale del littering.

Sapete che cosa significa littering?

Il #littering indica l’abbandono, deliberato o involontario, di rifiuti di piccole dimensioni come mozziconi, imballaggi in plastica o mascherine, in spazi pubblici o aperti all’utilizzo pubblico come strade, piazze, parchi, spiagge e boschi. Un fenomeno diffuso e con conseguenze sull’ecosistema e sull’economia. L’80% dei rifiuti che si trovano in mare provengono dall’entroterra, l’inquinamento provocato dal littering ha gravissimi impatti sull’ecosistema, sulla salute ma anche sui conti pubblici.

Il littering sembra essere legato a preoccupazioni sul mancato rispetto delle norme civiche e al decoro urbano. A causa di questo le nostre spiagge sono piene di plastica e rifiuti e così anche i boschi, esistono inoltre le due isole di plastica nell’Oceano Pacifico e nell’Oceano Atlantico!

Chi è il litterer e perché?

Uno sporcaccione! Perché non ha rispetto per se stesso e per gli altri e soprattutto per la Natura e gli animali! Assume questo comportamento perché non ha una cultura solida e lo svolge il più delle volte in maniera nascosta o cercando di dissimulare il gesto, perché comunque sa che è errato compierlo! Il suo profilo è quello di una persona che se ne frega dell’educazione e non cerca nemmeno con lo sguardo un cestino in cui buttare ad esempio il cartone della pizza, un volantino inutile appena ricevuto, una lattina di bibita terminata o la cicca della sigaretta appena fumata. Assume un comportamento socialmente difficile da giustificare. Nel momento in cui il litterer si comporta in questo modo, però, non significa che farà la stessa cosa in un’altra situazione in cui siano diverse le condizioni ambientali o il contesto.

Come si può combattere?

Dobbiamo farlo tutti! Attenzionando il grave problema attraverso un’educazione solida in famiglia e a scuola, ma anche tra amici in un bar davanti a un caffè! Cercare di creare campagne di comunicazione anche come singoli cittadini per incentivare comportamenti corretti. Chiedere il controllo degli spazi pubblici da parte degli enti preposti e richiedere alle amministrazioni di aumentare il numero dei cestini per evitare questo problema. Educazione delle nuove generazioni ad un forte rispetto per l’ambiente.

Quali sono gli oggetti buttati?

Mozziconi di sigarette, alimenti, contenitori di bevande, piccoli imballaggi, mascherine e guanti. Per quanto riguarda le sigarette ad esempio, si stima che su 100 fumatori più di 70 abbandonano il loro mozzicone nell’ambiente. Sembrerebbe dunque che abbandonare e gettare i mozziconi di sigarette per terra sia un comportamento fortemente interiorizzato da parte dei fumatori e al quale sono abituati anche i non fumatori. Si giustificavano perché ritengono che gettare una sigaretta sull’asfalto non è un gesto inquinante, ma errano perché i mozziconi invadono le reti fognarie finendo in mare!

Questi rifiuti abbandonati per strada intasano anche i tombini e causano gravi disagi come gli allagamenti delle strade che purtroppo succedono sovente a Messina. Quindi il gesto di ogni singolo cittadino può aiutare la vista i tutta la collettività.

“Inoltre la Challenge – come dice Elena – è anche soprattutto rivolta ad escursionisti e ciclisti che vanno nei sentieri delle nostre colline e che hanno il dovere di non abbandonare i loro rifiuti ma di raccogliere quelli che trovano lungo il loro passaggio, per mantenere intatto gli ecosistemi che attraversano. Tutte le volte che vado in mtb nei sentieri più addentrati dei Colli San Rizzo non manca occasione di vedere, imballaggi di barrette energetiche, bottigliette di plastica e mozziconi di sigarette. Lo sport amatoriale outdoor che sia il trekking, il running o la mountan bike è fatto soprattutto per amare la Natura e tutti quelli che lo svolgono deve assumere comportamenti di tutela.”

Ogni settimana sul sito www.biketherapy.it e sulla pagina fb (https://www.facebook.com/biketherapy) e Ig (@bike_therapy_) verranno descritti le tipologie di rifiuti. Per tutte le info potete scrivere a info@biketherapy.it

Bike Therapy è un progetto che crede nella bicicletta come strumento potentissimo di comunicazione e trasversale che possa influenzare qualsiasi settore in una scelta di cambiamento positivo e profondo per la collettività.

Non abbandonare i rifiuti nell’ambiente! Passaparola e #pedalaxlaterrahttp://www.biketherapy.it/2020/12/04/bike-therapy-pedala-x-la-terra/

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