Cantieri lavoro in via Santa Cecilia e via Ghibellina , i marciapiedi si allargano e la carreggiata si restringe... a discapito della circolazione

Cantieri lavoro in via Santa Cecilia e via Ghibellina , i marciapiedi si allargano e la carreggiata si restringe… a discapito della circolazione

Cantieri lavoro in via Santa Cecilia e via Ghibellina , i marciapiedi si allargano e la carreggiata si restringe… a discapito della circolazione

giovedì 24 Novembre 2011 - 09:05

I consiglieri Pergolizzi (Fli), Guerrera e Messina (Il Centro con D’Alia) evidenziano alcune “anomalie” nell’ultimazione degli interventi nelle due arterie cittadine , che hanno di fatto peggiorato la circolazione dei mezzi , disattendendo anche quanto previsto dal codice della strada

I cantieri lavoro, diciamolo, non sono nati sotto una buona stella. Ritardi, inadempimenti e rivendicazioni sindacali forse inaspettate hanno reso tortuoso un percorso che doveva essere lineare e regalare speranze occupazionali a chi un lavoro e non lo aveva. Ed anche il completamento dei lavori in alcune zone della città sta continuando a sollevare un gran polverone, provocato non dal materiale utilizzato per l’esecuzione dei lavori ma dalle polemiche.

I consiglieri Nello Pergolizzi (Fli), Domenico Guerrera e Vincenzo Messina (Il Centro con D’Alia)

accendono i riflettori sui «lavori di riqualificazione dei marciapiedi antistanti gli ingressi del Santuario di S. Antonio lungo la Via S. Cecilia e Ghibellina e l’ingresso della Scuola “Annibale di Francia” sulla Via C. Battisti», evidenziando alcune “anomalie” nell’ultimazione degli interventi che di fatto hanno peggiorato la circolazione dei mezzi in quelle centrali e trafficate arterie viarie di Messina .

In una interrogazione indirizzata al sindaco Giuseppe Buzzanca, i tre consiglieri comunali spiegano che in Via S. Cecilia e in Via Ghibellina, «è stato eseguito l’ampliamento dei marciapiedi, ritenuti funzionali ad un miglior utilizzo delle aree prospicienti il Santuario, a vantaggio del transito pedonale, nonché a garantire un maggior decoro alla zona, che ha però comportato l’eliminazione di spazi di sosta a pagamento, oltre a ridurre la carreggiata stradale di un’arteria cittadina principale, percorsa da un notevole traffico di mezzi sia pubblici che privati».

Pergilizzi, Guererera e Messina ritengono che nel sottrarre porzioni di carreggiata non solo è stata compromessa la circolazione veicolare, ma è non è stato neanche rispettato «quanto previsto dal nuovo codice della strada, che ha come primaria finalità di ordine sociale ed economico, perseguita dallo Stato, la tutela e la sicurezza delle persone nella circolazione stradale (art.1 codice della strada)» e ricordano che «il decreto ministeriale 5 novembre 2001, concernente “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade prevede la larghezza minima della corsia di marcia di mt 3,50. A quanto sopra esposto – continuano nel documento – si aggiungono le perplessità che i sottoscritto intendono manifestare per alcune scelte tecniche non condivisibili. Il riferimento è soprattutto al sistema di convogliamento delle acque piovane che raccolgono una vasta superficie dei marciapiedi, le cui pendenze per motivi di quote sono state eseguite verso l’interno, in prossimità del ciglione del preesistente marciapiede. A raccolta delle acque piovane è stata incassata nel marciapiede una grondaia in plastica di dimensioni irrisorie rispetto alle reali esigenze del convogliamento, che confluisce in un pozzetto anch’esso di inadeguate dimensioni. Tale situazione- dicono – determinerà con certezze, l’otturazione della condotta e l’allagamento dei marciapiedi con le ovvie conseguenze ».

I tre consiglieri comunali interrogano, quindi Buzzanca «per sapere quali sono i vantaggi che si ritiene siano stati acquisiti con l’ampliamento del marciapiede in questione;se sono stati rilasciati i pareri e i Nulla Osta propedeutici all’inizio dei lavori da parte del Dipartimento Mobilità Urbana e Viabilità del Corpo di Polizia Municipale, se si intende modificare le caditoie per il deflusso delle acque piovane ;se verrà rimosso l’asfalto con il riaffioramento del basolato lavico sottostante nel tratto compreso tra Via C. Battisti e Via Ghibellina, che ancora non è stato eseguito, ma è previsto nella relazione tecnica allegata al progetto». (DLT)

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3 commenti

  1. LA CITTA’ NON E’ DELLE MACCHINE!! FANNO BENE AD AMPLIARE I MARCIAPIEDI IN UNA ZONA AD AMPIO AFFLUSSO PEDONALE. SONO GLI AUTOMOBILISTI CHE VANNO EDUCATI, SERVE LA REPRESSIONE SULLE NOSTRE STRADE. NON SI DEVE SEMPRE ASSERVIRSI AL TRAFFICO!!!

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  2. Ma possibile che vi accorgete delle malefatte (se malefatte sono) soltanto quando sono compiute? Le Circoscrizioni non sono informate dai competenti uffici prima che i progetti siano realizzati?

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  3. A mio modesto parere l’ampliamento del marciapiedi davanti al Santuario è più che giustificato. In primis perchè come tutti sappiamo è frequentato da una grande moltitudine di fedeli che, tra la fine di una funzione e l’inizio della successiva si accalcano pericolosamente in prossimità della strada. Pessima è la scelta relativa al convogliamento delle acque meteoriche che dimostra quanta improvvisazione ci sia stata e continua ad esserci nei cantieri lavoro. Non esistono progetti nè studi e tutto è demandato all’improvvisazione con decisioni assunte da perfetti incompetenti. Una cosa banale che salta subito agli occhi è, per esempio, la difforme disposizione della pavimentazione tra un marciapiedi e l’altro, nonchè la mancata attenzione nelle pendenze che, in alcuni casi, vedono il marciapiede al livello delle soglie degli esercizi commerciali con un elevato rischio di allagamento in caso di forti piogge. Ritornando al Santuario vorrei chiedere: perchè solo sui marciapiedi antistanti lo stesso è stata disposta la guaina d’asfalto e negli altri no? Potenza della Chiesa?

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