Papardo-Piemonte, i sindacati si rivolgono al prefetto. La Fp Cgil lancia l'allarme per ostetricia

Papardo-Piemonte, i sindacati si rivolgono al prefetto. La Fp Cgil lancia l’allarme per ostetricia

Rosaria Brancato

Papardo-Piemonte, i sindacati si rivolgono al prefetto. La Fp Cgil lancia l’allarme per ostetricia

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lunedì 18 Aprile 2016 - 22:11

Sindacati e direttori sanitari di Papardo e Piemonte si rivolgono al prefetto in seguito alle criticità e ai disagi dovuti al congelamento della pianta organica in attesa della nascita del polo di riabilitazione. Intanto la Cgil tuona: "è allarme organico in ostetricia"

La situazione del Papardo, così come quella del Piemonte in attesa della concretizzazione dell’accorpamento, rischia di esplodere. Da mesi ormai i due presidi ospedalieri vivono in un limbo senza la possibilità di fare quegli atti necessari a sbloccare le situazioni più gravi, soprattutto sul fronte dell’organico. Così a trasmettere la nota di conclusione di un nuovo vertice in prefettura, alla presenza dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Anaoo Assomed, Cimo, Aaroi, Nursin) e dei direttori sanitari e amministrativi è stato lo stesso Trotta, sottolineando la gravità del momento.

“I sindacati hanno manifestato con toni di forte esasperazione lo stato di crescente disagio vissuto dai lavoratori a causa delle vicende che hanno interessato negli ultimi anni le due strutture Papardo e Piemonte- si legge nella nota trasmessa all’assessorato- nelle quali in attesa della realizzazione del polo riabilitativo Piemonte-Irccs, coesistono unità operative duplicate e risulterebbe una dotazione organica inadeguata rispetto alle esigenze del territorio”.

Il mese scorso tra l’altro è stato lo stesso assessore Gucciardi a bloccare gli atti aziendali del Papardo, relativi alla pianta organica, in attesa del parere del Ministero della sanità indispensabile per l’ok definitivo alla nascita del polo riabilitativo. Fin quando non sarà firmato il decreto presidenziale di Crocetta gli atti restano congelati con la conseguenza del blocco delle assunzioni eventuali e della decurtazione del tetto di spesa del personale. Ma i disagi maggiori riguardano l’impossibilità di garantire l’adeguata assistenza in due presidi alla luce di questi problemi di organico. Gli stessi direttori generali delle aziende ospedaliere hanno sottolineato le criticità gestionali dovute alla difficoltà di copertura dei turni lavorativi in due presidi, con il rischio di compromettere l’erogazione delle prestazioni di emergenza nell’impossibilità anche di procedere con le assunzioni a tempo determinato in particolare nei due Pronto soccorso, se non previa autorizzazione della Regione. Il prefetto quindi per la seconda volta è stato interpellato per scongiurare il peggio e per intervenire presso la Regione sottolineando la gravità della situazione. Nel frattempo i sindacati hanno preannunciato lo stato di agitazione.

Intanto la Fp Cgil chiede, nell’ambito di questa emergenza personale causata dal “congelamento” degli atti aziendali, procedure di reclutamento straordinario di personale ostetrico per colmare il vuoto organizzativo al Papardo. Secondo la segretaria generale della Funzione pubblica Cgil Clara Crocè e il coordinatore provinciale sanità Antonio Trino di recente si sta profilando “la malsana idea di riassegnare il personale infermieristico dalla sala operatoria di ostetricia e che pone il personale ostetrico in una condizione di grave criticità. Non si può non notare il rapporto fra il numero di dirigenti medici ed il personale infermieristico ed ostetrico”.

La FP CGIL ricorda che “non è accettabile come giustificazione che in tutto il PMI il personale infermieristico sia numericamente in eccesso, sia perché abbiamo più volte ribadito la insufficiente dotazione organica, sia perché il personale ostetrico è ben al di sotto di quello previsto. Sarebbe stato più razionale, almeno in attesa della materiale possibilità di implementare l'organico, mantenere il presunto esubero a compensazione della reale carenza”.

Per il sindacato è importante adesso capire come saranno gestiti i cesarei d’urgenza, le IVG e le altre procedure previste in sala operatoria di ostetricia, con l'attuale numero di ostetriche: “Non possiamo pensare che nel blocco operatorio vi saranno infermieri in attesa di tali eventualità, certamente prevedibili in senso generale ma non temporale”.

La FP CGIL chiede quindi che venga colmato il gravissimo deficit di organico del personale ostetrico, mettendo in atto le procedure di reclutamento straordinario, concordate, eventualmente, con l'assessorato. Le conseguenze di un tale deficit organizzativo infatti verrebbero pagate a caro prezzo soprattutto dai pazienti.

Rosaria Brancato

2 commenti

  1. Vedo con piacere che la CGIL si è svegliata.

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  2. Vedo con piacere che la CGIL si è svegliata.

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