Gli scenari post dimissioni di Basile: 20 giorni "caldi" prima del commissario

Gli scenari post dimissioni di Basile: 20 giorni “caldi” prima del commissario

Marco Olivieri

Gli scenari post dimissioni di Basile: 20 giorni “caldi” prima del commissario

domenica 08 Febbraio 2026 - 07:30

Ecco cosa accadrà a Palazzo Zanca in un clima sempre più elettorale dopo il congedo. In Consiglio si attendono le critiche al sindaco di Messina

MESSINA – Che cosa succede adesso a Palazzo Zanca? Ci saranno venti giorni di clima acceso ma anche di transizione, per il primo cittadino, con la presentazione delle dimissioni al Consiglio comunale. E poi il processo sarà irreversibile. E si attenderà il commissario. Nel frattempo, nonostante il freddo invernale, farà davvero tanto “caldo” con scontri e accuse che anticipano l’entrata nel vivo della campagna elettorale.

“Ho appreso che il sindaco Basile si è dimesso: ha dimostrato di non essere attaccato alla poltrona. Nei prossimi giorni vi svelo alcuni importanti retroscena. Grazie Federico, hai dimostrato di essere la parte politica migliore di me. Te ne siamo grati. Noi siamo liberi”. Così il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca commentava ieri (“ho appreso…”) le dimissioni del sindaco di Messina Federico Basile. E quest’ultimo ha evidenziato sulla sua pagina Facebook: “Volete sapere perché mi sono dimesso? Perché amo la mia città più di me stesso! Meglio fermarsi tre mesi che tenere in minoranza la città per quindici mesi. Basile ricandida Basile! È il momento di avviare la terza fase per consentire a Messina di conquistare la posizione strategica che merita nello scenario euromediterraneo”.

Le parole del sindaco sono destinate ad alimentare la polemica politica anche all’interno del Consiglio comunale, in occasione del confronto finale prima del congedo definitivo. Superati venti giorni dopo la presentazione al Consiglio comunale, in cui potrà ancora ripensarci, ma la cosa appare decisamente improbabile, al Comune di Messina si insedierà un commissario straordinario per 90 giorni. Un film già visto in passato con le dimissioni di De Luca (in precedenza le aveva due volte stracciate) e l’arrivo di Leonardo Santoro. Si dovrebbe votare tra maggio e giugno 2026. Ma la data dipende dal decreto di indizione delle elezioni da parte della Regione siciliana. Quello in cui si deciderà pure quando si vota a Barcellona, Milazzo e Giardini Naxos. Un’ipotesi è 24-25 maggio con eventuale ballottaggio 7 e 8 giugno.

Il Basile I finisce qui e gli assessori preparano gli scatoloni

La Giunta Basile intanto prepara gli scatoloni, con direttore generale Puccio (che potrebbe rimanere ma dovrebbe prevalere la motivazione del rapporto fiduciario), capo di gabinetto ed esperti. E dovrebbero andare via pure i dirigenti a tempo determinato, compreso il comandante della polizia municipale Giovanni Giardina. Il Consiglio rimane in carica in maniera ordinaria, fino all’indizione dei comizi elettorali, e per votazioni straordinarie e indifferibili. I Consigli d’amministrazione delle partecipate non decadono e dovrebbero rimanere a meno che il commissario non decida di sostituirli o revocarli. Non possono essere sostituiti i direttori generali delle partecipate che risultano dipendenti delle varie aziende.

Il Basile I, insomma, termina qui. E l’obiettivo è rafforzare il monocolore di Sud chiama Nord con un Basile II rinnovato nella Giunta e nel Consiglio. Vedremo.

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