“Le piste ciclabili sono poche, nessuna in zona sud”

“Le piste ciclabili sono poche, nessuna in zona sud”

Redazione

“Le piste ciclabili sono poche, nessuna in zona sud”

lunedì 19 Gennaio 2026 - 12:15

L'associazione Fiab Messina Ciclabile sollecita un modello di viabilità alternativo al mezzo privato

«Fiab Messina Ciclabile non è contro, o per l’amministrazione Basile. Non è un’associazione di tipo politico, e come tale non si schiererà mai pregiudizialmente a favore o contro un’amministrazione, né darà raccomandazioni di voto».

L’associazione interviene nel dibattito cittadino per chiarire la propria posizione sulla gestione dei trasporti e della sicurezza stradale a Messina, sottolineando una posizione di neutralità rispetto a chi governa la città.

La critica al piano della mobilità

Il focus si sposta poi sulla programmazione degli spazi urbani e sugli strumenti urbanistici attualmente in vigore. «Il tema della mobilità riguarda più complessivamente quello della gestione e della fruizione degli spazi urbani. Serve una visione condivisa come espresso più volte. Il Pums approvato nel 2024 rappresenta la base di questa visione, ma il suo impianto va ridiscusso valutando i risultati sin qui raggiunti».

Secondo l’associazione, è necessario garantire la continuità dei percorsi pedonali e ciclabili per la sicurezza di tutti i cittadini. «La mobilità di una città moderna e vivibile nel 2026 non può essere affidata unicamente al trasporto motorizzato privato. Riteniamo che chi vuole scegliere la cosiddetta mobilità attiva, cioè camminare o andare in bicicletta, debba poterlo fare in condizioni di sufficiente sicurezza. Quelle condizioni oggi sono assenti su gran parte del territorio cittadino».

Emergenza sicurezza in zona sud

L’analisi territoriale della Fiab evidenzia forti disparità e situazioni di degrado, specialmente nelle aree periferiche. «Basti pensare ai marciapiedi del viale della Libertà, o a quelli della zona sud. Chi oggi prova a muoversi a piedi tra Contesse e Villa Dante, lo fa in condizioni di sicurezza e di decoro urbano indegne di qualsiasi contesto civile. Lo stesso per chi sceglie di muoversi in bici. Contrariamente a quanto previsto dal Pums, la zona sud è tuttora sprovvista di infrastrutture ciclabili».

La proposta della città 30

Richiamando i modelli già adottati in altre realtà italiane, Fiab lancia una proposta precisa per il capoluogo peloritano. «In un contesto nazionale in cui anche il centro storico di Roma è diventato recentemente zona 30km/h e in cui a Bologna si sono registrati confortanti risultati in termini di sicurezza e riduzione dell’inquinamento, la domanda che ci poniamo è: perché no a Messina?».

L’obiettivo finale rimane quello di superare le polemiche sui singoli cantieri per abbracciare un progetto di più ampio respiro. «Vorremmo che l’amministrazione, la politica e la cittadinanza approcciassero il tema da una prospettiva di visione comune, senza focalizzarsi in maniera strumentale su un singolo intervento, come può essere la realizzazione di un breve tratto di percorso ciclabile. La sicurezza stradale è un diritto: Messina può e deve fare di più».

Un commento

  1. Visto l’inutilità delle piste meno male che sono poche, anzi quelle che ci sono dovrebbero essere tolte visto la loro inutilità, io saranno parecchi mesi che non vedo un ciclista sulle piste.

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