Concerto neomelodico al Palacultura: critici da tastiera e mancanza di regole - Tempo Stretto

Concerto neomelodico al Palacultura: critici da tastiera e mancanza di regole

Rosaria Brancato

Concerto neomelodico al Palacultura: critici da tastiera e mancanza di regole

sabato 22 Dicembre 2018 - 05:56
Polemiche social
Concerto neomelodico al Palacultura: critici da tastiera e mancanza di regole

Continua la polemica sul concento del cantante neo melodico Daniele De Martino in programma il 18 gennaio al Palacultura .Nel biglietto d’ingresso è compreso anche un panino ed una bevanda e tanto è bastato per scatenare le consuete polemiche social dei “critici d’arte da tastiera”.

Sulla querelle interviene Antonio Ramires, il vice direttore artistico dell’associazione musicale Bellini, una delle associazioni concertistiche che usufruiscono dell’auditorium con una programmazione musicale riconosciuta da Regione e MIBACT e che offre alla città concerti per tutto l’anno (oltre 54 solo all’auditorium). Spesso peraltro, rileva Ramires, d’essere stato costretto negli anni passati a dove effettuare servizi non di competenza come la pulizia dei bagni o della sala, per le condizioni in cui chi aveva usufruito del Palacultura l’aveva lasciato.

Il vespaio di polemica fa leva sull’idea che lo spettacolo in questione poco si addica alla location, simbolo cittadino, insieme al Teatro Vittorio Emanuele, dell’eccellenza culturale in città. Nel mirino è la natura artistica dell’evento, su cui non possono che esprimersi giudizi artistici soggettivi, e la possibilità, come riportato, di avere un panino ed una birra inclusi nel prezzo del biglietto. Su questo ultimo punto, da piccolo operatore nel settore dello spettacolo e da fruitore del Palacultura, mi sento di dissociarmi. Ammesso che qualcuno abbia veramente acconsentito al conferimento di panini e birre all’interno dello spazio, va ricordato che mangiare e bere all'interno di un qualsiasi teatro è del tutto vietato. . A quanto pare la mancanza di regole “chiare” per l’utilizzo del Palacultura, o quantomeno dell’auditorium, genera inutili confusioni e polemiche. Basterebbe stabilire dei limiti, al fine di preservare la sala, chi ci lavora e chi ne usufruisce. Gli Auditorium (Messina è l’eccezione che conferma la regola) in Italia vengono di norma amministrati tramite un Regolamento che prevedono dei limiti “artistici” che dirigenti e assessore al ramo sono obbligati a far rispettare. Quello attualmente da noi utilizzato forse non dà tutte le risposte che servono a chi amministra. È vero che da quando il Palacultura ha aperto i battenti nessuno si è preoccupato di porre dei limiti alla fruizione, e tutte le amministrazioni precedenti, in ultimo l’amministrazione Accorinti, non hanno fatto quasi nulla per ciò che concerne in generale il Palacultura, l’auditorium, l’arena Ciccio’ (ormai chiusa da anni) e la GAM “inaccessibile” al pubblico. Per fortuna, chi usufruisce dell'auditorium a più riprese durante l’anno non si sognerebbe mai di somministrare birre, panini o altro tipo di foraggiamento, né di non occuparsi della pulizia generale dei locali. Auspico che l’attuale amministrazione prenda atto delle tante problematiche che attanagliano lo spazio, per renderlo del tutto fruibile e adeguatamente curato. Sarebbe infine opportuno che all’interno del Palacultura gli spazi dedicati alla produzione di cultura e spettacolo siano maggiori rispetto agli uffici”.

Nei giorni scorsi Ramires, all’insorgere delle polemiche aveva anche scritto un significativo post su facebook: “Per la cronaca anche quando Accorinti il buono e bravo era sindaco l'AudItorium del palacultura ospitava eventi come questo neomelodico che tanto sta facendo parlare, incluso gli arancini e le birre in sala che più di una volta il sottoscritto ha dovuto pulire prima dei concerti perché non veniva fatto rispettare l'obbligo di pulizia agli "organizzatori" di turno. La differenza con oggi è che per i quasi 20 spettacoli che si sono organizzati al palacultura da Ottobre, la sala è sempre pulita.

E comunque ho letto tante stupidaggini quindi mi piacerebbe precisare che :
A) l'accesso al Palacultura non si può limitare su basi artistiche perché non esiste un regolamento e quindi una commissione di valutazione.

B ) si dà più attenzione al brutto che al bello ma questo è un problema della Città e nessuno ci può fare nulla…siamo abituati male.

C ) presso l'Auditorium le tre associazioni concertistiche portano circa 40 spettacoli l'anno, più tanti altri eventi organizzati con dignità da altre strutture spesso di beneficenza, la neomelodica , i panini e le birre, sono un fatto straordinario.
Non preoccupatevi , voi grandi cultori, mai visti a sentire musica dal vivo, che a Messina c'è tanto , basta saperlo”.

La verità è che se tutti quelli che sui social si sono scatenati contro lo spettacolo neo melodico e la concessione del Palacultura all’evento, seguissero con la stessa passione anche uno solo dei concerti che l’Ente Teatro o le associazioni culturali promuovono ogni anno, o conoscessero anche solo vagamente le stagioni in programma, i nostri teatri e pochi spazi culturali non sarebbero così desolatamente vuoti come sono oggi….

Nel suo intervento Ramires ha citato l’Arena Cicciò (che si trova al Palacultura) che negli ultimi 5 anni, nonostante le ripetute segnalazioni, è stata mantenuta in condizioni indecorose e più volte vandalizzata. Solo sul finire del mandato dell’amministrazione Accorinti sono stati affidati i lavori per la riqualificazione.

L’Arena, intestata all’indimenticato giornalista Domenico Cicciò, deve essere valorizzata al meglio così come immaginato sin dal momento della sua realizzazione.

R.Br.

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