Berlusconi, Udc fuori dalle giunte locali. Ricevuto: Alla Provincia c'e' un'alleanza forte

Berlusconi, Udc fuori dalle giunte locali. Ricevuto: Alla Provincia c’e’ un’alleanza forte

Berlusconi, Udc fuori dalle giunte locali. Ricevuto: Alla Provincia c’e’ un’alleanza forte

sabato 12 Febbraio 2011 - 02:41

Al premier non sarebbe andata giù la posizione dei centristi sul “caso Ruby”. Ma anche il coordinatore regionale Castiglione frena: «Rapporto andrà verificato caso per caso». Casini: «Cosa quasi ridicola». A Messina, tra palazzo dei Leoni e Zanca, lo scudo crociato conta otto assessori e sedici consiglieri. INTERVISTA AL DEPUTATO PIPPO NARO

Il diktat lanciato da Silvio Berlusconi ad alcuni presidenti di Regioni e province amministrate dal PdL sarebbe stato chiaro: tutti gli esponenti dell’Udc devono essere estromessi dalle giunte dove il Popolo della Libertà governa. Una decisione che, secondo i rumors politici, sarebbe stata determinata dalla posizione assunta dai centristi nei confronti del premier riguardo al “caso Ruby”. Berlusconi avrebbe rivelato: «Ho tollerato ogni tipo di attacco politico, ma ora gli attacchi sul piano personale e privato non posso davvero sopportarli più». E la volontà sarebbe da intendere estesa anche alle future alleanze territoriali.

Guardando al presente però, è difficile che tutti gli esponenti del PdL alla guida di enti locali possano rinunciare così facilmente all’appoggio dell’Udc. Numeri alla mano infatti, i rappresentanti dello scudo crociato sanciscono la forza politica delle maggioranze di moltissime realtà nazionali. Sono esempio giunte a noi vicine, a partire dalla Regione Sicilia per proseguire alla Provincia di Messina e così come al Comune. Tutti contesti in cui gli uomini leali a Casini sono fondamentali per gli equilibri governativi.

«Una cosa quasi ridicola – ha commentato lo stesso Pierferdinando Casini -, perché se lui ritiene che i presidenti delle giunte, che hanno consapevolmente accettato in modo determinante il sostegno dell’Udc, vogliano esportare i ribaltoni in tutte le regioni italiane, io penso che si dimostrerebbero i camerieri di Arcore. Ma non sono camerieri tutti questi presidenti delle giunte regionali. Se Berlusconi intende trasferire il contenzioso e la paralisi che c’è in Parlamento anche nelle regioni se ne assumerà la responsabilità».

Ma risposte immediate arrivano anche da esponenti del PdL. Uno dei coordinatori siciliani, Giuseppe Castiglione, afferma: «Il rapporto con l’Udc andrà verificato caso per caso a livello locale, del resto Berlusconi ha sempre puntato sulla governabilità delle Regioni e degli enti locali». Un caso particolare è rappresentato proprio da Messina, dove tra Provincia e Comune i centristi contano otto assessori e sedici consiglieri facenti riferimento al senatore Gianpiero D’Alia e al parlamentare Pippo Naro. Di ciò ne è ben conscio il presidente di palazzo dei Leoni, Nanni Ricevuto, che ha recentemente revocato le nomine degli assessori del Mpa mentre ha mantenuto i componenti della giunta di area Udc, nonostante i due partiti si trovino nelle stesse posizioni a Palermo (maggioranza) e a Roma (opposizione) rispetto al PdL. Ciò, come da lui stesso ammesso, per la fedeltà che gli stessi centristi hanno sempre dimostrato.

Queste le dichiarazioni di Ricevuto rilasciate ieri all’agenzia Adn Kronos sull’argomento: «Alla Provincia di Messina non cacceremo via nessuno: tra il Pdl e l’Udc c’e’ un alleanza forte che si basa su una condivisione di programmi e obiettivi che non romperemo. Non penso che il presidente Berlusconi si riferisse ad amministrazioni come la nostra. Con l’Udc stiamo lavorando in giunta, c’e’ sempre stata a livello locale una alleanza granitica che nasce da lontano e che non abbiamo assolutamente intenzione di perdere». Un patto sancito anche delle parole del deputato del PdL Nino Germanà, che parla di “un’amicizia che va avanti dal 1994”.

CLICCANDO IN BASSO L’INTERVISTA DI DANILA LA TORRE AL DEPUTATO UDC PIPPO NARO NARO

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