Caso Buzzanca, nuovo rinvio: prossima udienza il 17 novembre

Caso Buzzanca, nuovo rinvio: prossima udienza il 17 novembre

Caso Buzzanca, nuovo rinvio: prossima udienza il 17 novembre

mercoledì 27 Ottobre 2010 - 08:21

E’ stato chiesto dall’avv. Candido per il lutto che ha colpito Scurria, il legale del sindaco Buzzanca. Il quale si sarebbe costituito con un giorno di ritardo

Niente da fare, chi attendeva risposte sul caso Buzzanca dovrà aspettare ancora. L’avvocato Bonaventura Candido, legale della cittadina Giulia Pisanelli che si è costituita “ad opponendum”, cioè a sostegno del sindaco, (nonché avvocato del collegio di difesa del Comune nominato dallo stesso Buzzanca) ha chiesto e ottenuto il rinvio dell’udienza della II sezione civile del Tribunale di Messina al 17 novembre. Un segno di rispetto nei confronti del collega Marcello Scurria, legale di Buzzanca, colpito da un grave lutto familiare nei giorni scorsi.

Già il 22 settembre c’era stato un rinvio, su richiesta dello stesso avvocato ricorrente, Antonio Catalioto, in quanto il sindaco Giuseppe Buzzanca, avendo ricevuto la notifica del ricorso il 31 luglio, non aveva avuto i 15 giorni di tempo per costituirsi in giudizio (dal 1. agosto al 15 settembre, infatti, gli uffici del tribunale sono chiusi). Buzzanca, dunque, guadagna quasi un altro mese di tempo nella vicenda nata dal del ricorso presentato da un cittadino originario di Vibo Valentia, Vincenzino Salimbeni. Ricorso che scaturisce dall’incostituzionalità del doppio incarico deputato regionale – amministratore di una città con più di 20 mila abitanti sancita dalla Consulta.

Una novità c’è: secondo l’interpretazione dell’avv. Catalioto, Buzzanca si sarebbe costituito con un giorno di ritardo, il 21 ottobre e non il 20. Proceduralmente significa che il sindaco si potrà difendere solo oralmente e non con memorie scritte. Cambia poco, la sostanza è che, eventuale appello incluso, questa vicenda si chiuderà solo all’inizio del 2011. Quando, se il governo nazionale dovesse cadere, Buzzanca, nel caso in cui dovesse essere dichiarato decaduto, avrebbe strada libera per candidarsi al parlamento romano, dove si dice che Rocco Crimi gli avrebbe riservato un posto di prima classe.

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