Al dibattito convocato per la giornata di ieri nell’aula consiliare di Nizza di Sicilia, erano presenti gli amministratori dei Comuni di Alì Terme e Fiumedinisi. Nessun invito per Alì
Quale sarà il destino dell’Unione dei Comuni della Valle del Nisi? La questione è stata portata al centro del dibattito convocato per la giornata di ieri nell’aula consiliare di Nizza di Sicilia, dove erano presenti gli amministratori dei Comuni di Alì Terme e Fiumedinisi. Nessun invito per Alì perché non fa parte dell’attuale Ente, ma l’auspicio è che il centro collinare possa entrare a farne parte. A ostacolare l'azione dell'Ente comprensoriale problemi di natura tecnica, come ci spiega il capogruppo di maggioranza di Nizza di Sicilia Alessandro Interdonato.
L’Unione nasce due volte. Prima nel 2009, ma non si concretizza perché lo statuto non viene approvato da tutti; poi, nel 2011, con un nuovo statuto, ma senza il Comune di Alì. Esistono, dunque, due Unioni che si ostacolano tra di loro. Ecco le soluzioni paventate dai presenti per uscire dall’impasse: convincere il gruppo di minoranza di Fiumedinisi a ritirare il ricorso al Tar con la garanzia di integrare lo statuto approvato a quello bocciato o andare avanti con la seconda Unione. Dilemma amletico che dipende dalla disponibilità e collaborazione di tutti gli interessati. Per Interdonato, l’ipotesi migliore sarebbe la prima, anche per non perdere il finanziamento da 260 mila euro: “Con lo stesso intento con il quale siamo riusciti tutti insieme a portare avanti il progetto dell’Aro, dobbiamo continuare questa cooperazione e trasferire gli intenti nell’Unione, accelerando i tempi”.
Accelerare i tempi è proprio quello che bisogna fare, per dare finalmente una risposta concreta al territorio. L’incontro ha posto le basi per definire le prossime mosse, sperando che non rimangano parole al vento, ma che stavolta si proceda a mettere in pratica quanto concordato. Soddisfazione è giunta dal segretario cittadino del Pd di Nizza di Sicilia, Francesco Parisi, per il risultato raggiunto. Era stato proprio Parisi a dare il “la” per rispolverare la vecchia e cara questione dell’Unione della Valle del Nisi.
Giusy Briguglio
