L’aula chiamata a esprimersi sulle priorità dell’ambito F: via Bisignano e ex asilo nido verranno prima di Fondo Granata. Ma il vero nodo è sui 60 alloggi di San Filippo. Seduta aggiornata a domani
Dopo le “fatiche” su bilancio di previsione e caso stadi, il consiglio comunale è tornato oggi a riunirsi dedicandosi ad un altro dei temi centrali della politica messinese, quello del risanamento. Che, in fondo, è una vera grana, soprattutto quando gli alloggi non bastano per accontentare tutte le richieste. Il nodo è tutto sui 60 alloggi (che presto dovrebbero diventare 74) di San Filippo, che si trovano in pieno ambito F. L’ambito, cioè, di cui fanno parte via Bisignano, ex asilo nido e, fino a questo momento, anche Fondo Granata. Ma quelle case fanno gola a tanti e sono state promesse a troppi: in parte a Fondo Saccà (amministrazione Genovese) e in parte a Fondo Fucile.
La diatriba oggi in aula è stata solo sfiorata perché argomento di discussione era un altro: il cambio delle priorità all’interno dell’ambito F. La delibera, che verrà votata domani in quanto oggi, come una scellerata consuetudine ormai vuole, fattasi una certa ora è caduto il numero legale, propone di escludere Fondo Granata dall’elenco delle priorità, lasciando solo via Bisignano e ex asilo nido. Questo perché, come ha spiegato oggi l’assessore al Risanamento Pippo Rao, a Fondo Granata, come hanno avuto modo di segnalare gli stessi abitanti della zona, non sussistono condizioni di disagio, che invece ci sono, e in proporzioni preoccupanti, nelle altre due aree dell’ambito.
Quattro emendamenti del Pd, sui quali la dirigente arch. Maria Canale si pronuncerà entro domani, hanno rallentato i lavori, con conseguente aggiornamento della seduta a domani. Uno spunto interessante è venuto da Bruno Cilento, che trovando appoggio nell’assessore Rao, ha proposto di convocare nelle prossime settimane una seduta aperte dedicata alla generale problematica del risanamento. Anche perché c’è chi, come Nino Carreri, ha perplessità sulla formula del project financing proposta da Rao e chi, come Emilia Barrile, vorrebbe avere spiegazioni sui ritardi nella predisposizione della graduatoria per il bando dell’emergenza abitativa.
Una nota a margine, ma di un certo rilievo: la caduta del numero legale oggi comporta che per il proseguo di questa sessione, e dunque anche per la discussione del Piano triennale delle opere pubbliche, sarà sufficiente la presenza di diciotto, e non più ventitré, consiglieri in aula. Un particolare non di poco conto.
