Il centrosinistra abbandona l'aula, per il centrodestra l'occasione è ghiotta per far cadere il numero legale: per le prossime deliberazioni basteranno diciotto consiglieri. -Congelata- la delibera sulle rotatorie nella zona sud
Passi per il consueto ritardo di oltre un’ora rispetto alla convocazione, prevista per le 10.00. Ma svolgere una seduta di circa tre ore senza concludere, ancora una volta, nulla, è un’altra cosa. Il consiglio comunale non si smentisce, e continua a -decidere di non decidere-. Due gli argomenti di discussione, le rotatorie a S. Margherita e a Giampilieri e l’ampliamento della Ztl con l’inserimento di un ticket per chi attraversa lo Stretto: in entrambi i casi l’aula non ha stabilito alcunché.
Per quanto riguarda la delibera sulle rotatorie, proposta da Gaetano Gennaro (Pd Democratici per Messina), è Antonio Fazio del Pdl a chiedere di -congelarla- in attesa del preannunciato piano di mobilità che l’assessore Capone starebbe predisponendo, e che sarebbe concentrata proprio sulla realizzazione di alcune rotatorie. In quella sede, propone Fazio, si potrà discutere dell’idea di Gennaro, ma anche di quella di Capurro, che aveva avanzato l’ipotesi di realizzare una rotatoria anche a Bisconte. Ineccepibile dal punto di vista politico (così facendo la proposta non avrà più un marchio -esclusivo- del centrosinistra), il -congelamento- richiesto da Fazio, e accettato da Gennaro, viene votato e passa, con l’unico parere contrario di Ansaldo dell’Udc. Quest’ultimo aveva alzato una barricata del tutto politico alla proposta Gennaro, sottolineando come nella zona sud ci siano diversi consiglieri della maggioranza «che sanno cosa si deve fare».
Una discussione tutto sommato non trascendentale come quella sulle rotatorie riesce, comunque, a tramutarsi in polemica. In particolare sono Giorgio Caprì (Con Francantonio per Messina) e il presidente Pippo Previti a scontrarsi, con il primo che definisce poco educato l’atteggiamento del secondo, che gli aveva tolto la parola per l’eccessiva durata del suo intervento. Caprì abbandona l’aula offeso dal comportamento di Previti e lo contesta ufficialmente con un documento consegnato allo stesso poco dopo. Classica sospensione, Previti annuncia «sospendiamo la sospensione» (!) e Capurro riunisce i suoi.
Al rientro in aula, Felice Calabrò (Genovese Sindaco) spiazza tutti esprimendo solidarietà nei confronti del sindaco, oggetto di un attacco verbale al termine dell’ultima seduta del consiglio da parte di alcuni dipendenti dell’Atm. Attacco al quale, è giusto ricordarlo, Buzzanca ha risposto per le rime senza remore. Ad ogni modo, si passa al -piatto forte- della seduta, la delibera di Pergolizzi, Melazzo, Fazio e Chiarella, accorpata all’ordine del giorno Mpa: allargamento della Zona a traffico limitato e introduzione di un ticket per i mezzi che attraversano lo Stretto, esclusi chiaramente i residenti. Alla proposta di delibera si aggiungono sei emendamenti, due dei quali portano come primo firmatario Pippo Trischitta che chiede la revisione del tariffario e l’istituzione di un fondo per agevolare i pendolari.
Marcello Greco, capogruppo del Pd, chiede subito che la delibera venga rinviata in commissione, con Melazzo che fa notare come la stessa sia già passata dalla commissone e per giunta approvata. La proposta di Greco non passa, ma il centrosinistra non si arrende, e dopo una sospensione (l’ennesima) della seduta arriva una nuova proposta: votiamo la delibera così com’è, senza emendamenti, altrimenti andiamo via. Il centrodestra non accetta e l’opposizione abbandona l’aula. L’occasione è ghiotta per la maggioranza, mette ai voti il rinvio della discussione per l’assenza del centrosinistra e fa cadere il numero legale: per le prossime deliberazioni sarà sufficiente una maggioranza di diciotto consiglieri. Si potrà votare anche il consuntivo con questo numero -ridotto-? Sembra di no, perché il regolamento, all’articolo 11, dice: «Nelle adunanze di seconda convocazione non possono essere discussi e deliberati, se non vi sia la partecipazione di almeno la metà più uno dei Consiglieri assegnati al Comune, i seguenti atti», tra cui il «conto consuntivo».
«Gli assessori non producono nulla – dichiara Gennaro alla fine della seduta, a proposito dell’abbandono dell’aula – e i consiglieri della maggioranza sono bloccati da questa situazione, con un’evidente mancanza di dialogo tra giunta e commissioni. Si prende sempre tempo sulle proposte del centrosinistra, ma senza di noi non riescono a votare nemmeno le loro, di delibere. Per questo oggi è stato chiesto il rinvio della seduta per la nostra assenza». Domani nuovo appuntamento, dunque, sia con il consiglio comunale sia con la delicata seduta straordinaria della I commissione, nella quale si tornerà a parlare di conto consuntivo.
