Confusionaria seduta straordinaria: sul punto di decidere su un ordine del giorno di Sparso, vengono a mancare i numeri
Il consiglio comunale non ne esce bene, anzi, si può dire che fa una cattiva figura. Cattivissima. E non va meglio all’amministrazione. Oggi si parlava di Don Orione, di 32 disabili gravi il cui futuro è assolutamente incerto, con un amministrazione Buzzanca che da oltre un mese non offre risposte sul futuro della struttura, la cui tanto discussa convenzione col Comune e con l’Asp è scaduta il 28 febbraio scorso. Cinque ore di dibattito hanno portato ad un risultato poco dignitoso: la caduta del numero legale sulla votazione di un ordine del giorno presentato dal presidente della commissione consiliare Servizi sociali, Roberto Sparso. Così come poco dignitosa è l’assenza totale dell’amministrazione al dibattito (l’assessore alle Politiche sociali Pinella Aliberti era a Giardini Naxos per la conferenza regionale sui servizi sociali, ma gli altri?).
Con l’ordine del giorno predisposto da Sparso e modificato da alcuni emendamenti (che verrà riproposto domani mattina alle 11), si invitava il sindaco e la giunta a «porre in essere tutti gli atti amministrativi volti a prorogare il servizio con decorrenza 1. marzo 2010» (punto che la maggioranza, o presunta tale, avrebbe voluto modificare ma si è ritrovata senza i numeri per farlo) e «a convocare urgentemente un tavolo tecnico con l’Asp n. 5 di Messina per approfondire il contenuto del progetto già da tempo presentato dall’istituto Don Orione per la continuità del servizio socio-assistenziale per i portatori di handicap gravi, determinando così ruolo e funzioni di ogni singola istituzione coinvolta, anche con riferimento agli aspetti di natura finanziaria».
Il documento originario, in realtà, andava anche oltre e chiedeva ancor più incisivamente, di «procedere al rinnovo del protocollo d’intesa con il Don Orione e l’Asp n. 5 per ulteriori tre anni, nella considerazione del fatto che tale modulo organizzativo e gestionale non viole l’art. 15 della legge n. 4/96 e successive modificazioni, né si pone in contrasto con la disciplina del decreto ministeriale 30 marzo 2001 e del codice dei contratti pubblici, risultando quindi coerente con la legge 104/1992 che espressamente consente ai Comuni ed alle aziende sanitarie, di partecipare ai progetti di istituzione e realizzazione di centri socio-riabilitativi mediante protocolli d’intesa». Una presa di posizione forte, che il consiglio comunale, però, non si è sentito di seguire fino in fondo, nonostante l’ispiratore dell’ordine del giorno, Sparso, più volte avesse sottolineato come non ci siano alternative, oggi, alla struttura messa a disposizione dall’istituto Don Orione, concetto condiviso da buona parte del Pd, come esposto da Felice Calabrò. Con un emendamento di Gaetano Gennaro del Pd, inoltre, si sottolinea «l’inerzia dell’amministrazione» in tutta questa vicenda, in particolare per l’impreparazione rispetto alla scadenza della convenzione tra Comune e Don Orione, avvenuta un mese fa. Ma votati gli emendamenti, sul punto di dare via libera definitivo all’ordine del giorno, la caduta del numero legale, per le solite scaramucce da consiglio comunale poco degne di un argomento così delicato.
Durante il dibattito, nel quale anche stavolta, come nel caso del Consiglio sul Piemonte, non è mancata una dose a volte eccessiva di demagogia, c’è stato spazio anche per chi, con i 32 disabili gravi del Don Orione, ci convive ogni giorno, come il direttore dell’istituto Don Felice Bruno: «Chiedo chiarezza, – ha affermato – le spese ci sono e l’istituto non può sostenerle, questi ragazzi vivono una situazione di difficoltà, lo sappiamo bene e lo sa chi è venuto al Don Orione. Più volte sono dovuti andar via da un contesto sociale in cui si trovavano per trasferirsi in un altro, sembrava che al Don Orione avessero trovato una casa, così come si sentono, e invece si ritrovano davanti a un punto interrogativo. Mi auguro si apra un tavolo per risolvere la situazione, ma non è possibile dividere i ragazzi e separarli ancora una volta dal contesto sociale in cui si trovano. Del resto la “terapia” per questi ragazzi è soprattutto l’inserimento nel tessuto sociale cittadino». Sulla stessa scia Ernesto Zingarelli, presidente della cooperativa Faro85, che esegue il servizio all’interno dell’istituto: «La struttura del Don Orione consente di svolgere al meglio questo servizio. Servizio che non può essere interrotto, fermo restando che gli aspetti e i dettagli del protocollo d’intesa possono e debbono essere discussi, ma non al momento della sua scadenza».
A far rumore, più delle parole, sono state le assenze. Vuoti i banchi riservati all’amministrazione, come sottolineato da Paolo David del Pd: «Nessuno oggi rappresenta l’amministrazione. Quel che è grave è che una settimana fa discutevamo di debiti fuori bilancio per 50 milioni di euro, e oggi stiamo a discutere di un servizio che può essere rivisto ma non può essere interrotto». Duro anche Bruno Cilento dell’Udc: «E’ un’offesa che i banchi dell’amministrazione siano vuoti». In molti hanno sottolineato il fatto che la competenza, in materia, non sia del consiglio comunale ma dell’amministrazione: «E’ vero – ha dichiarato Gennaro – non abbiamo le competenze, ma abbiamo il dovere di prenderci le nostre responsabilità politiche». Nello Pergolizzi (Pdl) è netto: «Qui si fa solo demagogia, non sappiamo neppure in che termini è stato chiesto il parere all’ufficio legale della Regione. C’è un’interruzione di pubblico servizio, e qualcuno ha responsabilità precise su questo». Secondo Giuseppe Melazzo (Udc) ci sono «responsabilità contabili dell’amministrazione su una proroga che, di fatti, è già in atto».
(in approfondimento il riepilogo della vicenda Don Orione)
