Arrivato stamattina, dopo mesi di rinvii e la lunga maratona di ieri, l'ok al documento programmatico dell’Ente. Fuochi incrociati tra gruppi e rappresentanti della maggioranza, in sedute divenute ardenti. Alla fine votano in 18
Dopo una lunga maratona durata mesi e caratterizzata da sedute rinviate, dibattiti infuocati e spaccature nella maggioranza, il consiglio provinciale ha approvato questa mattina l’aggiornamento del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2009-2012, con 17 voti favorevoli ed un astenuto (tutti bocciati gli emendamenti presentati). L’ultimo tour de force tra ieri ed oggi con la seduta fiume avviata ieri pomeriggio alle 16 e terminata dopo l’1 della notte, prima del rinvio alla mattinata odierna per la seduta decisiva.
L’approvazione del piano, all’interno del quale sono contenuti diversi interventi sulle strade provinciali ma anche opere infrastrutturali, permetterà di sbloccare svariate procedure ed avviare il lavoro per ciò che concerne il rintracciamento di fondi europei. Per molti rimane comunque solo un “libro dei sogni”, specie per quelle opere per le quali non è arrivata alcuna indicazione precisa dal punto di vista dell’orientamento politico/amministrativo e non vi sono certezze neppure sulla necessaria copertura finanziaria. A ciò si aggiunge che la maggior parte degli interventi inseriti nel piano annuale 2009 (approvato adesso ma riferito allo scorso anno) non sono nemmeno nella fase esecutiva, nonostante abbiano superato quella della progettazione.
Al di là dell’approvazione dell’atto deliberativo, c’è da sottolineare quanto sia stato difficile e lungo l’iter dei lavori. Una vera e propria guerra di nervi che avrà probabilmente ripercussioni di carattere politico. La scintilla ieri è nata su uno degli emendamenti presentati dal consigliere Pippo Lombardo (Mpa-De Luca), e nello specifico sul parere di regolarità tecnica espressa dal dirigente Celi in merito all’inserimento nel Piano del progetto preliminare per la strada di collegamento circuito jonio-tirreno, tra i comuni di Castroreale e Mandanici (140.000.000euro). Il segno negativo apposto sull’emendamento, secondo il consigliere, sarebbe viziato da una valutazione normativa errata. Da lì uno scontro aspro con il dirigente che si è trasformato in uno scontro infuocato all’interno della maggioranza, l’ultimo di una lunga serie andata in scena nelle plurime sedute nel quale si è dibattuto del Piano (De Domenico: «Perché le questioni non sono state poste in commissione?»). Un clima che ha coinvolto dal pomeriggio alla notte vari consiglieri. Da Galluzzo che ha puntato l’indice a più riprese anche contro la conduzione dei lavori da parte del presidente Salvino Fiore. Passando per il capogruppo del PdL Angelo Passaniti, che sollecitando il senso di responsabilità di ogni singolo collega invitava i presenti a chiudere le polemiche e ad esprimersi attraverso il voto. Il tutto con l’intermezzo di grida, faccia a faccia e parolacce susseguitesi in un clima quasi surreale.
Dicevamo delle ripercussioni politiche. La maggioranza si è infatti divisa su chi spingeva (sulla base di un accordo a quanto pare trovato precedentemente) per approvare il documento senza ulteriori rinvii e chi sollecitava nuovi chiarimenti prima di mettere “la propria firma” sulla delibera. Diviso il PdL (tra i 17 favorevoli solo Branca della GdL), diviso l’Mpa (ufficiale-DeLuca), compatto invece l’Udc. Proprio i centristi potrebbero a breve tornare a bussare alla porta di Ricevuto, per chiedere che all’interno della maggioranza si faccia chiarezza una volta per tutte, viste le “bizze” sporadiche di vari esponenti che hanno caratterizzato fin qui l’attività (o meglio la non attività) del consiglio provinciale.
L’opposizione ieri notte ha fatto praticamente da stampella, mantenendo con senso di responsabilità il numero legale (ma anche per far emergere l’inconsistenza della maggioranza numericamente bulgara), pur non condividendo nel merito il Piano. «Si tratta di un insieme di opere senza un’idea progettuale complessiva – ha commentato il consigliere del Pd, Pippo Rao -. Tutta una serie di emergenze sono state ignorate. Non c’è un disegno politico dell’Amministrazione». Per Grioli invece, l’Amministrazione ancora una volta ha “coinvolto” l’aula solo nel momento di dover “notificare” quanto stabilito, senza farla entrare nel merito delle decisioni prese. Stamattina invece il centrosinistra non ha partecipato alla votazione.
