Frane e dissesti, niente opere cantierabili per Cumia: l’unica precauzione, un divieto di sosta

Frane e dissesti, niente opere cantierabili per Cumia: l’unica precauzione, un divieto di sosta

Frane e dissesti, niente opere cantierabili per Cumia: l’unica precauzione, un divieto di sosta

lunedì 01 Marzo 2010 - 07:31

Nota polemica dei consiglieri comunali Guerrera (Udc) e Pergolizzi (Pdl) e del consigliere del III quartiere Minutoli (Udc). Le informazioni poco confortanti date dallo staff di Protezione civile comunale

Al di là dei lavori di somma urgenza in corso, affidati dopo l’ultimo smottamento di qualche settimana fa, per la zona ad altissimo rischio di Cumia non c’è alcun progetto cantierabile. E’ quanto emerge da una nota dello staff di Protezione civile comunale ad una interrogazione recente dei consiglieri comunali Domenico Guerrera e Nello Pergolizzi, rispettivamente di Udc e Pdl, e del consigliere del III quartiere Massimo Minutoli, Udc anche lui. Una risposta disarmante, se si considera che ad oggi l’unica “precauzione” assunta dal Comune è un divieto di sosta “in caso di eventi piovosi” nella piazza di Cumia inferiore e di via Malafata. Tutto qui? Tutto qui. D’altronde la nota di cui sopra parla chiaro. Si legge che «è stato trasmesso alla Regione un elenco di opere di mitigazione del rischio idrogeologico tra cui risulta anche un progetto sul territorio di Cumia, relativo ad alcuni dissesti che rientrano tra quelli di categoria “rischio elevato”. Più dettagliatamente i dissesti risultano ubicati lungo la strada Bordonaro Cumia Inf., nella via Torrente, via Malafata, via Rocchedure e nella strada Cumia Inferiore- Cumia Superiore. Per l’ultimo intervento è stato altresì richiesto specifico stanziamento di 500 mila euro alla Regione che ha però successivamente comunicato la carenza di disponibilità finanziarie. Ulteriori richieste d’interventi sono state effettuate su Cumia Inf. Località Rocchedure e sulla strada Cumia inf.-Cumia sup., in riferimento alla ordinanza ministeriale del 16 ottobre 2009 relativa allo stato di calamità che ha interessato il territorio di Messina e provincia».

E ancora: «Risulta che un progetto di viabilità alternativa è stato proposto, con esito negativo, all’assessorato regionale Territorio e Ambiente, relativamente alla realizzazione di una viabilità principale alternativa a quella esistente. Tutta la progettazione succitata è di tipo preliminare e non immediatamente cantierabile. Per quanto riguarda lo specifico stanziamento di 250 mila euro, relativo ad un primo intervento sulla frana di via Malafata, ogni altra utile informazione potrà essere richiesta all’assessorato alle Manutenzioni». Richiesta inoltrata, ma senza riscontro favorevole: non c’è traccia dello stanziamento di 250 mila euro». Questa la risposta, questi i fatti. Che, scrivono oggi Guerrera, Pergolizzi e Minutoli, non fanno che «avvalorare i timori degli scriventi e dei residenti dei due villaggi collinari».

Secondo i tre «la mancanza di opere cantierabili presuppone che ad ogni evento calamitoso vengano eseguite solo ed esclusivamente degli interventi tampone e provvisionali, che non risolvono il problema in modo definitivo e pesano enormemente sul bilancio dell’amministrazione comunale, così come si sta facendo in questi giorni, con la somma urgente di 78 mila euro che è servita solo ed esclusivamente a togliere i detriti dalla strada per poi rifare lo stesso lavoro ogni qualvolta che frana il terreno non protetto da alcuna opera stabile». Inoltre, sottolineano Guerrera, Pergolizzi e Minutoli, «riconoscendo la propria impotenza, l’amministrazione comunale, in data 11 febbraio 2010, emette ordinanza dirigenziale che istituisce il divieto di sosta 0-24, con zona rimozione coatta (da far rispettare in occasione di eventi piovosi) in tutta l’area della piazza del vill. Cumia Inferiore ed in Via Malafata dello stesso villaggio».

Provvedimento che poco risolve, anzi. La piazza e via Malafata sono «le uniche aree dove è possibile parcheggiare. Nella eventualità che gli eventi piovosi si protraggano per diversi giorni, non si riesce a capire dove si potranno parcheggiare le vetture, considerando che non esistono altre aree adibite a parcheggio. Nella suddetta ordinanza, poi, non si fa cenno ad alcuna predisposizione di un servizio di navetta o altro tipo di supporto, considerando che dovendosi attenere all’ordinanza, le autovetture dovrebbero essere parcheggiate a Bordonaro, circa 3 chilometri più a valle». Un provvedimento, dunque, che secondo Guerrera, Pergolizzi e Minutoli «va revocato», anche perché, concludono i tre, «il problema di Cumia non si può affrontare in modo semplicistico con la rimozione coatta in caso di pioggia delle autovetture parcheggiate negli unici posti che la viabilità consente, ma con interventi più incisivi e seri, quali la messa in sicurezza delle aree in cui sono conclamati i segni di dissesto idrogeologico».

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